28 ottobre 2014 / 15:34 / tra 3 anni

PUNTO 2-Saipem, netto trim3 cala a 76 mln, abbassa stime 2014, titolo crolla

* Guidance 2014 su netto ed ebit in parte bassa forchetta

* Indebitamento visto in salita, intorno a 4,7 mld

* Non esclusi aumento di capitale o emissione bond

* Su redditività pesano contratti a bassa marginalità

* Titolo cede il 5,8% a 13,48 euro, tocca minimo a 13,04 (Aggiorna con conference)

di Giancarlo Navach

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Una nuova revisione al ribasso sulle stime al 2014 di Saipem, la seconda nel giro di tre mesi, ha fatto nuovamente precipitare il titolo a Piazza Affari.

Analisti e investori hanno così messo in discussione la capacità della società di ingenieristica e costruzioni, controllata al 43% da Eni, di andare avanti senza ricorrere ad operazioni straordinarie sul capitale, alla luce dell‘indebitamento atteso a fine 2014 a 4,7 miliardi.

I vertici di Saipem non hanno escluso l‘ipotesi di un aumento di capitale o l‘emissione di bond, anche se molto dipenderà da come evolverà il processo di deconsolidamento annunciato da Eni lo scorso luglio.

Saipem ha chiuso il terzo trimestre 2014 con un utile netto in contrazione del 24,8% a 76 milioni di euro e ha rivesto nella parte bassa della forchetta la guidance sul 2014 relativamente al risultato netto e all‘ebit.

Il mercato ha preso male l‘annuncio, vendendo il titolo che è stato anche sospeso al ribasso, per poi recuperare sul finale e chiudere in calo del 5,8%. “In pratica si tratta di un altro profit warning: è stata rivista la guidance per il 2014, già rivista al ribasso in occasione dei risultati del secondo trimestre a fine luglio. Inoltre, non è bella la proiezione sull‘indebitamento”, osserva un analista di una banca d‘affari italiana.

Saipem ha annunciato ben due profit warning nel primo semestre del 2013.

Secondo un altro analista, “il mercato ha reagito male al nuovo ribasso della guidance, nonostante ci siano ordini in crescita ma con quali margini?”

Per il 2014 la società guidata da Umberto Vergine ha confermato i ricavi a circa 13 miliardi, portando nella parte basse della forchetta la stima di Ebit a circa 600 milioni (600-700 milioni la previsione a fine secondo trimestre), pari a 443 milioni nei nove mesi; l‘utile netto è atteso a circa 280 milioni (280-330 milioni la stima precedente), pari a 212 milioni nei nove mesi, mentre gli investimenti tecnici sono stati confermati a circa 750 milioni.

Nel trimestre Saipem ha acquisito nuovi ordini per un totale di 1.856 milioni (1.360 milioni nel corrispondente periodo del 2013). Solo a ottobre i nuovi contratti aggiudicati sono pari a circa 2 miliardi di dollari.

L‘indebitamento finanziario netto al 30 settembre ammonta a 5.130 milioni. E per l‘intero anno la guidance relativa al debito netto, precedentemente compreso nella forbice tra 4,2 e 4,5 miliardi, è stata rivista a 4,7 miliardi. La società rileva che le previsioni sul debito netto per l‘intero 2014 erano basate su tempistiche di pagamento dei ‘pending revenues’ relativi ai contratti a bassa marginalità che hanno subito dei rallentamenti a causa delle deteriorate condizioni di mercato. E per quanto riguarda i crediti, rileva la società, il Venezuale rimane un‘area critica.

“Ci rendiamo conto che quota 4,7 miliardi è un ammontare importante di debito, ma non possiamo rispondere alla domanda su un aumento di capitale perché è legata al processo di deconsolidamento da parte di Eni”, ha detto il Cfo, Alberto Chiarini agli analisti. Che ha aggiunto: “Dobbiamo capire meglio fra il possibile esercizio del rifinanziamento e il processo di deconsolidamento. Siamo pronti a un possibile rifinanziamento come Saipem stand alone, non escludiamo un aumento di capitale o il ricorso ad altri mezzi potenziali per rafforzare il nostro bilancio per il futuro”.

L‘obiettivo finale è quello di arrivare a un indebitamento netto a fine 2017 intonro ai 2 miliardi.

L‘Ad Vergine ha, infine, così spiegato le difficoltà del momento del gruppo: “Abbiamo ricostruito il portafoglio ordini secondo la nostra rigorosa strategia commerciale ponendo le basi per una ripresa sostenibile nel medio-lungo termine. I risultati dell‘anno hanno inoltre risentito di alcuni problemi operativi quali l‘incidente durante l‘esecuzione del progetto P55, un periodo di stand-by per lo Scarabeo 5 e il prolungarsi della pausa di manutenzione dello Scarabeo 7”.

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