Eni cede circa 1% con AD indagato ma Akros conferma "buy"

giovedì 11 settembre 2014 11:48
 

MILANO, 11 settembre (Reuters) - Eni in deciso ribasso a Piazza Affari penalizzata dall'annuncio che l'AD Claudio Descalzi è indagato dalla procura di Milano per l'ipotesi di reato di corruzione internazionale di politici e burocrati in Nigeria.

"Il titolo risente di questa notizia e nel dubbio si vende", osserva un trader.

Intorno alle 11,45 il titolo cede l'1% circa a 18,9 euro con circa 18,2 milioni di pezzi scambiati, già sopra la media a 30 giorni. L'indice Ftse Mib è piatto come il paniere dei petroliferi europei.

Eni, in una nota che conferma che sono sotto inchiesta l'AD e il direttore operazioni e tecnologie Roberto Casula, ribadisce la correttezza del proprio operato sottolineando di aver stipulato gli accordi per l'acquisizione del blocco "unicamente dal governo nigeriano e dalla società Shell".

L'accusa riguarda infatti una presunta tangente per l'acquisto nel 2011 della connessione del campo di esplorazione petrolifera Opl-245 dalla società Malabu. All'epoca Descalzi era il direttore generale della divisione Exploration and Production. Da maggio scorso è il nuovo AD di Eni dopo l'uscita di scena di Paolo Scaroni. Ai vertici Eni viene contestata il pagamento di una tangente da 190 milioni di dollari a intermediari pari al 19% del prezzo pagato per la concessione di 1,090 miliardi di dollari.

A luglio la Procura di Milano aveva indagato Eni nell'inchiesta sull'acquisto della concessione, ma la società aveva escluso il ricorso a intermediari, ribadendo che l'unico interlocutore era il governo nigeriano.

Nel report di oggi Banca Akros ricorda che Eni era stata coinvolta in un caso simile nel 2009 con Snamprogetti e all'epoca l'accusa era di una tangente di 182 milioni di dollari. Il patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia e la Sec, l'autorità di controllo della borsa Usa, costò alla major italiana circa 400 milioni.

"Se assumiamo che Eni patteggi anche in questo caso, sebbene la società abbia sempre dichiarato di essere innocente, riteniamo che l'impatto potenziale negativo su Eni possa essere intorno ai 500 milioni di euro o l'1% circa della capitalizzazione di mercato. Crediamo che Eni sia innocente fino a prova contraria e, anche alla luce dell'impatto limitato, che la transazione potrebbe comportare, manteniamo il buy sul titolo".

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