Montezemolo, una carriera in movimento ma non più nell'orbita Fiat

mercoledì 10 settembre 2014 09:38
 

di Paolo Biondi

ROMA, 9 settembre (Reuters) - Il suo buen ritiro è Capri. Dove va, per forza di cose, in barca. La vita di Luca Cordero di Montezemolo è sempre stata legata ai mezzi di trasporto.

Non solo perché suo mentore è stato l'Avvocato e suo brodo di coltura la famiglia Agnelli, padrona delle automobili italiane, a iniziare dalla Fiat. Da 23 anni la sua carriera è coincisa con quella della Ferrari e con il mondo delle corse e delle auto di lusso. Ma i suoi ultimi anni da imprenditore hanno accompagnato anche la nascita e la crescita di Ntv, il primo operatore privato dell'alta velocità ferroviaria in Italia. E il suo futuro è da molti visto al vertice di Alitalia, che ormai vola sulle ali dell'emiratina Etihad anche grazie alle conoscenze di Montezemolo in quella parte del mondo. Ogni società affiancata al suo nome ha sempre addentellati internazionali, come si addice agli orizzonti del personaggio.

Montezemolo è nato il 31 agosto del 1947 a Bologna, città della quale conserva l'indelebile imprinting dell'amore per la bella vita e della passione per la politica. Avvocato - come Gianni -, ha fatto il liceo dai gesuiti al Massimo di Roma, lo stesso istituto frequentato da Mario Draghi, Ettore Majorana, Ignazio Silone e Pier Luigi Nervi. Come imprenditore è giunto fino ai vertici della vita associativa, presiedendo Confindustria dal 2004 al 2008.

Ma la sua attività pubblica non si ferma qui. E' sempre stato sul limitare di una discesa nell'agone più propriamente partitico senza però mai valicare la soglia. Il grande passo sembrava davvero prossimo nel 2009, quando fondò l'associazione Italia Futura (vista dai commentatori politici come incubatrice di un partito terzopolista), ma anche allora l'approdo fu solo sfiorato. Come le mille volte il cui nome è girato nel toto ministri di più o meno tutti i governi tecnici, e non solo.

Parallela all'attività politica è stata la passione per l'editoria (ha ricoperto anche il ruolo di presidente della Fieg, federazione degli editori italiani), in particolare per le vicende proprietarie del Corriere della sera e della Rcs . Dapprima è stato descritto come ispiratore della linea cosiddetta "terzista" incarnata dalle direzioni di Paolo Mieli, poi dipinto come sodale della scalata a via Solferino di Diego Della Valle.

Col salotto buono della finanza ha sempre amato giocare a nascondino, conoscendo tutti i cuscini di quei divani ma anche le ansie di tanti imprenditori anti-establishment, a iniziare da Della Valle. Protagonista indiscusso della vita mondana nazionale e internazionale ha avuto quattro compagne e quattro figli. La prima donna della sua vita è stata Sandra Monteleoni; poi Barbara Parodi Delfino, detta Bambi, gionalista di Mediaset e pronipote di Luchino Visconti; poi l'esuberante attrice Edwige Fenech; infine Ludovica Andreoni, chiodo fisso dei cronisti mondani.

Tante le cariche ricoperte da Montezemolo, sempre apicali, e le sue partecipazioni a consigli di amministrazioni di aziende industriali e finanziarie. Una carriera che non ha mai conosciuto tramonti, ma solo attese per il passo successivo.

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