September 8, 2014 / 3:18 PM / 3 years ago

SINTESI-A2A, comuni divisi su aggregrazioni: Milano punta su Iren, Brescia su Lgh

4 IN. DI LETTURA

* Del Bono richiama Pisapia a rispetto patti:crescita in Lombardia

* Ieri Fassino ha aperto a fusione Iren-A2A, ok sindaco di Milano

* Brescia: vendere 2,5% anche a prezzo inferiore delibera comuni

di Giancarlo Navach

BRESCIA, 8 settembre (Reuters) - Soci di A2A in ordine sparso nella strategia di espansione della superutility lombarda. Ieri il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha rilanciato da Cernobbio l'ipotesi di unire Iren, la multiutility controllata dai comuni di Genova, Reggio Emilia e capoluogo piemontese con l'utility controllata da Milano e Brescia, lasciando il campo ai manager delle due aziende di decidere le modalità.

In serata di ieri è giunta la riposta del primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia, che ha aperto a questa eventualità. Oggi, da Brescia, arriva la frenata del sindaco, Emilio Del Bono il quale richiama Pisapia al rispetto dei patti parasociali che prevedono di dare priorità alla crescita in Lombardia e, pertanto, invita a guardare a Linea Group, la muliutility di Cremona, Pavia e Lodi: un fatturato di circa 700 milioni nel 2013 e un mol di 95 milioni.

"L'operazione non è all'ordine del giorno", ha detto il sindaco nel corso della presentazione di un progetto sull'acqua a Brescia. "Io e Pisapia abbiamo dato un indirizzo, condiviso anche da Milano, di lavorare per rafforzare A2A come player lombardo e abbiamo ancora un po' di lavoro da fare lì. Abbiamo Linea Group a cui guardare in termini di collaborazione e magari di più anche con altre città della Lombardia. Poi il cammino si vedrà, ma gradualmente", ha aggiunto.

A sintetizzare le varie posizioni ci pensa il presidente Giovanni Valotti: "Il nuovo piano industriale che presenteremo a febbraio 2015 disegnerà il futuro industriale di quest'azienda nei prossimi anni e tutte le opzioni saranno analizzate e messe sul tavolo a disposizione degli azionisti. A oggi non abbiamo finalizzato alcuna scelta e quindi anche quella di allearci con Iren è una delle soluzioni possibili".

Il tutto in attesa di capire quale sarà il piano del governo che dovrebbe inserire nella prossima legge di stabilità a ottobre incentivi per gli enti locali che dismettono quote di mucipalizzate, consentendo l'utilizzo dei proventi dalle vendite delle quote al di fuori del patto di stabilità.

Di certo, al momento, c'è che i comuni hanno bisogno di denaro per mandare avanti la macchina amministrativa e su questo è stato molto chiaro oggi il sindaco di Brescia, commentando i tempi lunghe che sta prendendo l'operazione di vendita del 5% del capitale di A2A, decisa da due comuni mesi fa. La cessione è al momento in stand-by perché il prezzo espresso dal titolo sul mercato non riesce a raggiungere quota 0,91-0,93 euro come previsto dalle delibere comunali (andamento del titolo negli ultimi sei mesi di Borsa, più uno sconto), pena l'impossibilità di realizzare l'alienazione.

Dice Del Bono: "La vendita per parte nostra del 2,5% la faremo entro l'anno e se il prezzo non dovesse arrivare a quota 0,91 euro la quota la venderemo a un prezzo inferiore. La delibera comunale si può cambiare in qualunque momento".

Il sindaco ha poi concluso che scendere sotto quota 50% nel capitale "non e' un tabù, non intendiamo farlo adesso perché abbiamo un patto parasociale che ci impegna a tenere il 50% del capitale per i prossimi tre anni".

Una tempistica che potrebbe rivelarsi un po' troppo lunga se i due comuni intendono portare avanti l'espansione del gruppo che, inevitabilmente, comporterà una discesa dei due comuni sotto il 50% del capitale della multiutility lombarda.

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