Luxottica, si ridimensionano perdite dopo uscita Guerra e riassetto vertice

martedì 2 settembre 2014 10:40
 

MILANO, 2 settembre (Reuters) - L'uscita di Andrea Guerra da Luxottica non provoca terremoti in borsa, con il titolo che in poco più di un'ora di contrattazioni ha dimezzato le perdite iniziali.

Il riassetto del vertice, che prevede due amministratori delegati che faranno parte di un comitato direttivo guidato dal fondatore Leonardo Del Vecchio, è giudicato un po' macchinoso dagli analisti, che però concordano sulla solidità e sulle prospettive di crescita del gruppo.

L'uscita di Guerra, manager molto stimato dal mercato che ha guidato il gruppo di occhialeria negli ultimi dieci anni, era per altro ormai scontata alla luce delle indiscrezioni circolate un paio di settimane fa. Già in quell'occasione il titolo, dopo un iniziale sbandamento, aveva recuperato pienamente nel giro di poche sedute.

Oggi, intorno alle 10,30, Luxottica cede lo 0,9% a 40,47 euro in un mercato tonico ; i volumi sono di poco inferiori alla media di un'intera seduta.

"La nuova governance sembra troppo complessa", dice un trader commentando il calo del titolo.

"Scettico" anche l'analista di Citi che pur apprezzando la promozione del direttore generale e Cfo Enrico Cavatorta, cui andranno le funzioni Corporate, si chiede ancora una volta - la prima in occasione delle prime indiscrezioni - se davvero "tre capi siano meglio di uno". Pur non vedendo impatti per il gruppo nel breve termine, Citi teme che nel tempo Del Vecchio possa essere spinto - vista la scarsità di target e il suo desiderio di ridurre il peso della famiglia - verso operazioni di M&A che andrebbero invece evitate.

Al contrario Equita ha deciso di aumentare di 50 punti base il peso del titolo nel suo portafoglio. "Pensiamo che il gruppo sia solido e strutturato per affrontare il cambio della struttura organizzativa, mentre beneficia di una forte esposizione al dollaro e all'economia americana (con solidi trend operativi confermati ieri in conference call). Pensiamo quindi che la pressione sul titolo causata dai cambi organizzativi sia un'opportunità di acquisto". "La co-gestione tra due CEO (di cui uno ancora non noto) e il tema della successione sono due rischi per la governance", prosegue l'analista, che però si concentra sulle attese di un ulteriore miglioramento dei margini e non esclude l'ipotesi di un dividendo straordinario.

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