September 1, 2014 / 2:18 PM / 3 years ago

Energia, piano emergenza Ue se Russia dovesse bloccare forniture gas

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LONDRA, 1 settembre (Reuters) - L'Unione Europea potrebbe vietare le esportazioni di gas e limitarne l'uso industriale come parte delle misure di emergenza per proteggere l'approvvigionamento energetico delle famiglie nel prossimo inverno.

Lo ha detto una fonte a Reuters, anticipando i contenuti del piano Ue per far fronte a un eventuale blocco delle forniture di gas russo come conseguenza della crisi dell'Ucraina.

La Russia è il più grande fornitore europeo di petrolio, carbone e gas naturale, e i gasdotti attraverso l'Ucraina sono attualmente oggetto di manovre politiche - non per la prima volta - ora che Europa e Mosca si scontrano sull'azione militare in Ucraina.

Kiev ha avvisato che la Russia avrebbe intenzione di fermare le forniture di gas, mentre Mosca dice che l'Ucraina potrebbe dirottare l'energia destinata all'Ue, che ha appena minacciato nuove sanzioni se Vladimir Putin non ritirerà le forze armate dall'Ucraina.

Gli acquirenti di petrolio e carbone possono trovare nuovi fornitori in tempi relativamente brevi, ma l'Europa sud-orientale riceve la maggior parte del gas da Gazprom .

Qatar e Algeria trasportano gas naturale liquefatto (Lng) in Europa attraverso i porti sull'Atlantico e nel Mediterraneo, ma i compratori europei spesso rivendono quei carichi all'estero piuttosto che fornire il mercato interno.

Una fonte della Commissione europea spiega che Bruxelles sta prendendo in considerazione un divieto alla pratica di rivendere gas per rafforzare le riserve.

"Nel breve termine siamo molto preoccupati per l'inverno", dice la fonte, che ha una conoscenza diretta dei piani di emergenza della Commissione. "La nostra migliore speranza, in caso di un taglio, è la misura d'emergenza 994/2010, che potrebbe impedire al Lng di lasciare l'Europa, così come limitare l'uso di gas industriale al fine di proteggere le famiglie".

Il commissario europeo all'Energia, Guenther Oettinger, la scorsa settimana ha detto, durante i negoziati con l'Ucraina e la Russia, che il blocco stava preparando un 'Piano B' per proteggere le forniture di gas nel peggiore scenario.

L'Ungheria, che rischia di essere tra i paesi più colpiti da un taglio nelle forniture, ha fatto sapere che sta valutando la necessità di ulteriori aumenti delle riserve strategiche.

Una riduzione dei consumi industriali potrebbe danneggiare una già traballante economia europea, mentre il divieto di vendere Lng fuori dall'Ue farebbe male alle utilities.

Le utilities europee si stanno preparando a un taglio delle forniture, stoccando quanto più gas possibile; di conseguenza, gli impianti di stoccaggio dell'area sono colmi al 90% (70 miliardi di metri cubi, pari al 15% della domanda annua).

La prospettiva di una riduzione delle forniture prende sempre più corpo: i prezzi del gas sono aumentati del 35% da luglio a causa della minaccia.

Alternative Limitate

La Russia soddisfa circa un terzo della domanda Ue di petrolio, carbone e gas naturale. In cambio riceve circa 250 miliardi di dollari l'anno.

Il problema di un taglio è che la rete di gasdotti continentale in Europa è stata costruita da est a ovest per importare gas russo.

Gli sforzi per costruire ulteriori forniture che vanno in una diversa direzione, come ad esempio Lng dai terminali atlantici, non hanno prodotto una pipeline in grado di soddisfare la domanda invernale in Europa sud-orientale.

I fornitori europei di energia potrebbero usare più carbone, un mercato che vede una produzione nettamente superiore alla domanda per via del rallentamento dell'economia asiatica e dei miglioramenti nella produzione mineraria in Colombia, Australia e Sud Africa.

I produttori di carbone statunitensi sono alla ricerca di nuovi acquirenti in quanto il boom dello shale gas ha spinto la maggior parte del carbone fuori dal mercato interno.

Negli ultimi tre anni, di conseguenza, i prezzi del carbone sono calati del 40%.

Anche in questo caso, però, il problema è l'infrastruttura: gran parte dell'Europa centrale e orientale si basa sul riscaldamento a gas e ciò significa che bruciare carbone per generare elettricità non contribuirà a riscaldare le famiglie durante l'inverno.

La Russia ha bloccato i flussi di gas all'Ucraina tre volte negli ultimi dieci anni (2006, 2009 e da giugno di quest'anno) a causa di controversie sul prezzo, anche se il gas destinato ai clienti Ue finora ha continuato a fluire attraverso l'Ucraina.

Gazprom sottolinea di essere sempre stato un fornitore affidabile e che i flussi verso l'Europa in passato sono stati influenzati negativamente solo da interventi dell'Ucraina per soddisfare la domanda interna.

Con l'Europa ora al fianco dell'Ucraina contro la Russia, l'impatto di un blocco potrebbe essere più marcato.

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