1 settembre 2014 / 11:40 / 3 anni fa

Italia cerca moratoria Ue su pareggio bilancio -Zanetti (Tesoro)

* Italia in 'close to balance' solo nel 2016, dice Zanetti

* La moratoria varrebbe 8 mld di minore manovra

* La Merkel per ora non sembra cedere sulla linea del rigore

ROMA, 1 settembre (Reuters) - L'applicazione dello schema "flessibilità in cambio di riforme" potrebbe assumere la forma di "una moratoria" fino al 2016 sull'obiettivo di ridurre il deficit strutturale vicino allo zero.

A indicare in che direzione si stanno muovendo i negoziati fra Italia ed Europa è il sottosegretario al Tesoro, Enrico Zanetti, che esclude però qualsiasi "fuga in avanti", non concordata, con le istituzioni comunitarie.

"Nella misura in cui, a livello europeo, ci fosse la disponibilità a fare una sorta di moratoria sul pareggio di bilancio, questo toglierebbe dal tavolo 7-8 miliardi di correzione del deficit per il 2015", spiega l'esponente centrista durante una conversazione con Reuters.

Zanetti basa la stima sul Documento di economia e finanza (Def) di metà aprile, l'atto con il quale il governo di Matteo Renzi ha rinviato al 2015 il 'close to balance' in termini strutturali, cioè un saldo entro lo 0,5% del Pil al netto del ciclo economico e delle una tantum.

A fronte del rinvio, Renzi aveva promesso all'Europa di varare nel 2015 una manovra correttiva di 0,3 punti di Pil sul saldo primario, quasi 5 miliardi in valore assoluto.

Gli 8 miliardi di cui parla Zanetti tengono anche conto dei 3 miliardi di correzione ereditati dall'esecutivo Letta e già inclusi nella dinamica dell'indebitamento tendenziale, sebbene scritti solo sulla carta.

Il cosiddetto 'close to balance' slitterebbe quindi al 2016, anno nel quale il Def indicava un saldo pari a zero. In nessun caso, ribadisce Zanetti, l'Italia farà salire il rapporto deficit/Pil oltre la soglia massima del 3% sancita dal Patto di stabilità e crescita.

"Ribadisco però che questi sono ragionamenti che avranno una loro concretezza nella misura in cui questo tipo di scelta venisse considerata la strada corretta a livello europeo", dice Zanetti.

IL FRONTE EUROPEO: LA MERKEL NON CEDE SUL RIGORE

Il vantaggio della moratoria per Renzi è evidente: la manovra che vedrà la luce con la Legge di stabilità, attesa a metà ottobre, scenderebbe a 14-16 miliardi dai 22-25 finora ipotizzati sulla base del quadro di finanza pubblica contenuto nel Def.

Riducendo le risorse da raccogliere con tagli di spesa e aumenti di entrate, Renzi eviterebbe di togliere ulteriore ossigeno a un'economia tornata in deflazione per la prima volta dal 1959.

Il governo ha ancora qualche settimana per negoziare con l'Europa impegni meno severi su deficit e debito e, soprattutto, convincere la Germania di Angela Merkel, paladina del rigore.

L'aggiornamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica sarà reso noto il primo ottobre anziché a metà settembre, dopo che Istat avrà rivisto a fine settembre la serie storica del Pil al nuovo sistema europeo dei conti nazionali, il Sec 2010.

Prima di allora è in agenda solo un vertice, l'Ecofin informale del 13 settembre a Milano. Nel frattempo proseguono i negoziati sulla composizione della nuova Commissione europea, che dovrebbe insediarsi ufficialmente il primo novembre.

Dopo aver incassato la nomina di Federica Mogherini ad Alto rappresentante della politica estera comune, l'Italia sostiene la candidatura del francese Pierre Moscovici agli Affari economici e monetari, il portafoglio ora in mano al finlandese Jyrki Katainen.

Come rappresentante del governo di François Hollande, Moscovici appoggia la linea 'flessibilità in cambio di riforme' e chiede che l'Europa cambi strategia politica per adattarsi all'attuale contesto di "crescita atona e inflazione debole".

L'assenza di una Commissione nel pieno dei suoi poteri rende più facile per l'Italia sedere al tavolo dei negoziati.

Tuttavia, l'ostacolo principale resta sempre la Germania.

Lo Spiegel ha scritto nel fine settimana che Angela Merkel ha telefonato al presidente della Bce, Mario Draghi, chiedendo chiarimenti sulle frasi da lui pronunciate a Jackson Hole, durante una conferenza tra banchieri centrali.

La cancelliera, secondo il settimanale tedesco, avrebbe criticato il riferimento di Draghi al "ruolo maggiore" che la politica fiscale può avere nel promuovere la crescita.

(Giuseppe Fonte)

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