29 agosto 2014 / 14:43 / 3 anni fa

Telecom Italia in Brasile posizione più debole, resta attendista

* In Brasile aumentano opzioni per Telefonica

* Con Vivendi azionista Telecom può tornare ipotesi Mediaset

* Proposta Oi può far ripartire risiko tlc in Brasile

MILANO, 29 agosto (Reuters) - La conseguenza immediata per Telecom Italia della sconfitta su GVT è una prosecuzione della situazione di stallo nell‘azionariato e un indebolimento della posizione negoziale in Brasile, dove il riassetto del settore sembra prepararsi ora, per accelerare dopo le elezioni politiche a ottobre.

Nel paese sudamericano lo scenario migliore per il gruppo italiano era avere aperte tutte le possibilità, come aveva auspicato l‘AD Marco Patuano a inizio agosto.

Ma al momento chi ha più opzioni aperte è il partner-rivale Telefonica, che ieri ha avviato trattative in esclusiva con Vivendi su GVT, mentre Grupo Oi sta studiando l‘acquisizione di Tim Brasil , operazione in cui gli spagnoli alla fine potrebbero trovarsi in qualche modo a partecipare.

Telecom Italia proseguirà con il piano di cessioni annunciato da Patuano a fine dello scorso anno e terrà per ora una posizione attendista sul fronte m&a in Brasile.

Nei giorni scorsi il gruppo aveva considerato la possibilità di finanziare l‘acquisizione di GVT solo con liquidità e azioni della società fusa Tim Brasil-GVT, lasciando l‘ingresso nel capitale Telecom Italia a opzioni successive, operazione più appetibile per i soci Vivendi. Alla fine ha deciso per l‘opzione più debole e ha dovuto incassare il no di Vivendi.

AZIONARIATO FRAMMENTATO, CON BOLLORE’ IPOTESI MEDIASET

La struttura azionaria del gruppo ha subito ulteriori complicazioni con l‘annuncio di ieri.

Al momento manca di fatto un azionista di riferimento e l‘iniziativa sul fronte m&a è lasciata all‘AD e all‘adviser Mediobanca, che attraverso Telco è anche socio con una piccola partecipazione.

La situazione non sembra destinata a chiarirsi in tempi brevi. Se l‘operazione Vivendi-Telefonica si dovesse chiudere e i francesi decidessero di prendere la partecipazione in Telecom Italia, a scissione di Telco avvenuta, sarà Vivendi il primo azionista con Telefonica poco sopra il 6%. L‘offerta di Telefonica prevede infatti per Vivendi l‘opzione di acquistare un 8,3% in Telecom Italia, offerta che ieri l‘AD del gruppo francese ha giudicato attraente.

Il gruppo spagnolo ha inoltre in essere un prestito convertendo, e quindi l‘obbligo di vendere a termine una partecipazione fino al 9% del capitale di Telecom Italia, ma con clausole di riacquisto del bond anche per qualunque “ragione che non consenta il traferimento delle azioni Telecom Italia”, dice la nota Telefonica di inizio agosto.

La scadenza del convertendo, in ogni caso, è a luglio 2017.

Intanto Telco, holding partecipata da Telefonica, Mediobanca Generali e Intesa Sanpaolo, ha annunciato la scissione con la ripartizione del suo 22,4% di Telecom, che dovrebbe realizzarsi entro l‘anno.

“Tra un po’ di tempo, a decidere in Telecom Italia sarà il signor Vivendi, che, con il possibile partner Telefonica, arriva al 15% del capitale”, dice una fonte vicina alla vicenda.

“Vivendi potrebbe decidere di vendere Tim Brasil e poi integrare quello che rimane di Telecom Italia con Mediaset ”, aggiunge.

Per il gruppo italiano, con una posizione finanziaria netta rafforzata e flessibilità per investimenti nella banda larga, si potrebbe riaprire la vecchia ipotesi con Mediaset, in vista di un massiccio passaggio dei telespettatori italiani alla tv via cavo o a Internet.

L‘OFFERTA DI GRUPO OI, TELEFONICA FOCALIZZATA SU GVT

La mossa di Grupo Oi riapre l‘ipotesi spezzatino di Tim Brasil, che è allo studio da oltre un anno e prevede la divisione della società in tre parti da conferire a Oi e agli altri due operatori, Telefonica Brasil, gruppo Telefonica e America Movil.

Fonti vicine alla vicenda assicurano sul fatto che il gruppo spagnolo è estraneo all‘iniziativa di Oi ed è totalmente focalizzato sulla trattativa per GVT.

Gli analisti ritengono però che, se l‘operazione vuole essere realizzabile e non un semplice elemento di turbativa, come dichiarato dall‘advisor legale di Telecom, dovranno unirsi anche gli altri due principali concorrenti.

Non c‘è dubbio che le difficoltà sul fronte antitrust saranno molte e il Cade valuterà con grande attenzione se consentire o meno la possibilità di passare da quattro a tre operatori. Ma alcune fonti a inizio anno avevano detto che un‘eventuale offerta sarà presentata al governo brasiliano dopo le elezioni presidenziali a ottobre.

Un timing sostanzialmente in linea con la mossa di Grupo Oi, considerato che il mandato ufficiale alla banca è di qualche giorno fa.

Arbitro delle operazioni sarà il Cade, ma Telefonica a questo punto, potrebbe trovarsi, indipendentemente da quelle che sono le sue intenzioni, ad avere le due alternative - GVT o parte di Tim Brasil - e scegliere quella che incontra il gradimento dell‘antitrust.

Attualmente il Cade ha chiesto a Telefonica di uscire da Telecom Italia o di allentare la presa su Vivo, possibilità che però il gruppo spagnolo non intende prenedere in considerazione.

(Stefano Rebaudo)

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