29 agosto 2014 / 08:59 / 3 anni fa

PUNTO 1-Fiat-Chrysler verso debutto Wall Street dopo recessi sotto 500 mln

(Rrscrive aggiungendo contesto, reazione azioni, fonte mercato in coda)

MILANO, 29 agosto (Reuters) - Fiat-Chrysler debutterà a Wall Street nelle prossime settimane, e comunque entro fine anno, dopo che i recessi per la fusione nell‘olandese FCA NV si sono rivelati sotto la soglia che avrebbe potuto far naufragare l‘operazione.

L‘incorporazione in FCA NV, che renderà efficace il meccanismo delle loyalty shares rafforzando la presa di Exor , era sottoposta alla condizione sospensiva che l‘esborso per i recessi non superasse i 500 milioni.

Il titolo reagisce positivamente ma in modo moderato, in un mercato che scontava ormai da diversi giorni un ammontare delle richieste che non avrebbe impensierito il gruppo.

Alle Fiat sale dell‘1,28% a 7,353 euro, con scambi a 9,6 milioni di pezzi da una media giornaliera di 16,9 milioni.

Secondo la comunicazione Fiat di oggi, l‘esercizio del diritto da parte degli azionisti, da considerare praticamente concluso, non supera i 500 milioni.

Per quanto riguarda i creditori, che possono chiedere di recedere fino al 4 ottobre, Fiat ritiene che il processo di opposizione non impedirà “il tempestivo completamento della fusione intorno alla metà del mese di ottobre”.

Per quanto riguarda il debutto a Wall Street l‘AD Sergio Marchionne, ha indicato come data possibile ottobre o, in ogni caso, entro fine anno.

TITOLO SOTTO PRESSIONE DOPO L‘ASSEMBLEA

Il titolo è rimasto sotto pressione nei giorni immediatamente successivi all‘approvazione dell‘operazione.

Il voto contrario è stato pari all‘8% del capitale, una quota che, se avesse richiesto il recesso, avrebbe portato l‘ammontare a poco meno di 800 milioni, oltre la soglia.

Il mercato temeva un ritardo nella quotazione a Wall Street, che nelle intenzioni della società dovrebbe aprire il capitale del gruppo agli investitori statunitensi.

Norges Bank, uno dei maggiori azionisti che ha votato no all‘operazione ha fatto una serie di operazioni nel mese di agosto, segnalando che non avrebbe esercitato il recesso, o almeno non lo avrebbe esercitato con tutta la partecipazione.

La fusione è stata approvata il primo del mese e i soci che volevano dare le azioni alla società dovevano detenerle in maniera continuativa dal giorno dell‘assemblea al 20 agosto, termine ultimo per la presentazione della domanda.

L‘idea degli operatori di mercato era che anche i fondi dissenzienti, a meno che non avessero deciso una definitiva uscita dal capitale di Fiat, non avrebbero aderito o avrebbero aderito con una frazione della loro partecipazione.

Si guardava anche al possibile intervento degli hedge fund “event driven”, che puntano su inefficienze del mercato che possono verificarsi dopo un evento societario.

Secondo una fonte di mercato, è probabile che con il titolo intorno a 6,5 euro (contro 7,727 euro del valore di recesso), siano stati questi soggetti i protagonisti del rialzo.

Fiat si è infatti fermata intorno a 7,3 euro per azione, a un 5% circa dal recesso, soglia oltre la quale la speculazione diventava poco interessante.

Nei giorni del recupero del titolo dal minimo post-fusione, è passato di mano il 10% circa del capitale.

Per quanto questo valore sia assolutamente indicativo, anche se ai fondi fosse andata una frazione consistente di quella quota non sarebbero arrivati a una quota in grado di superare in modo significativo la soglia.

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