29 agosto 2014 / 13:58 / tra 3 anni

Luxottica, mercato cerca continuità in Cavatorta, resta tema successione

* Lunedì Cda su posizione Guerra e assetto organizzativo

* Ipotesi ‘triade’ al vertice con Cavatorta e altri due manager

* In modello allargato importante definire modalità interazione

* All‘estero esempio Richemont con due Ceo

di Sabina Suzzi e Valentina Za

MILANO, 29 agosto (Reuters) - La nuova struttura di vertice con cui Luxottica dovrebbe affrontare l‘era post-Guerra rassicura il mercato, che guarda con favore all‘atteso rafforzamento del ruolo di Enrico Cavatorta e trova comunque nel presidente e principale azionista Leonardo Del Vecchio una figura di garanzia. Tuttavia l‘ipotesi di un “triumvirato” al vertice non manca di sollevare qualche perplessità tra gli analisti e lascia comunque aperte questioni a più lungo termine, quando si dovrà affrontare il tema della successione a Del Vecchio.

Lunedì 1 settembre si riunisce un Cda del gruppo di occhiali per deliberare in merito alla posizione dell‘attuale AD Andrea Guerra - dato in uscita dopo 10 anni alla guida della società per una diversità di vedute sulle strategie future con Del Vecchio - e dell‘assetto organizzativo.

“Sebbene riteniamo Del Vecchio un imprenditore illuminato e Cavatorta un manager eccellente, siamo comunque un po’ sorpresi (e preoccupati) dalle indiscrezioni su una squadra di top management potenzialmente allargata. A meno che gli ipotizzati cambiamenti al management siano temporanei, non crediamo che migliorino la struttura attuale (di successo) e potrebbero rendere ancora più difficile la transizione quando Del Vecchio, settantanovenne, si ritirerà”, commentava Citi in una recente nota.

Secondo due fonti vicine alla situazione, la nuova governance dovrebbe prevedere una “triade” che risponde al presidente, al quale verrebbe riconosciuto un ruolo di indirizzo strategico più forte, una mossa che dovrebbe rassicurare il mercato che ha grande fiducia in Del Vecchio. La posizione dell‘attuale Cfo e direttore generale Cavatorta sarebbe potenziata e affiancata da un responsabile commerciale, che il gruppo sta cercando all‘esterno, e da un responsabile operazioni e servizi, che dovrebbe arrivare dall‘interno.

Del Vecchio non vorrebbe infatti replicare la figura di Ceo con tutte le deleghe, come quella di Guerra, ma preferirebbe un modello più collegiale. Nessun commento in proposito da parte della società.

Una struttura ‘allargata’ - sottolinea Guido Corbetta, docente di strategia aziendale all‘Università Bocconi - consente a più manager di acquisire competenze da amministratore delegato “e quindi in termini di continuità si ha il vantaggio di non essere legati a una sola persona”.

STRUTTURA CON 2 AD POCO DIFFUSA MA ESISTONO CASI DI SUCCESSO

Per Corbetta una società con più amministratori delegati rappresenta un modello di governance più complicato - che richiede una precisa definizione delle deleghe e delle modalità di interazione - ma che comunque può funzionare. In Italia un esempio tra le quotate è Buzzi Unicem, che ha due AD, mentre all‘estero un caso di successo citato dagli analisti è quello di Richemont in cui convivono due co-Ceo.

“Una condizione molto importante è chiarire a chi spetti l‘ultima parola se ci sono disaccordi”, osserva il docente. Nel caso di Luxottica comunque “c‘è il ruolo del presidente che mi sembra garanzia sufficiente”.

Il tema vero, sottolinea però Corbetta, è quello della successione del presidente. “Questa è un‘azienda in cui l‘azionista di controllo e presidente ha 79 anni. E’ un tema comune a varie aziende italiane come Esselunga e Armani, anche se rispetto a queste Luxottica ha comunque il vantaggio di essere molto strutturata sia in termini di governance che di management”.

Gli analisti riconoscono infatti la presenza in Luxottica di una squadra manageriale molto forte che è sempre riuscita a produrre risultati e che ha già un piano d‘azione chiaro per i prossimi anni.

Nel Cda di Luxottica, che Del Vecchio ha fondato nel 1961, siede come membro non esecutivo anche il figlio Claudio, Ceo del gruppo di abbigliamento Usa Brooks Brothers.

FONDAMENTALI FORTI, CAVATORTA GARANZIA CONTINUITA’

Riscuote poi apprezzamenti nella comunità finanziaria Cavatorta, uomo di fiducia di Del Vecchio, in azienda dal 1999 e considerato “la migliore soluzione” per sostituire - anche se parzialmente - Guerra e assicurare continuità al gruppo. “Conosce la società da cima a fondo”, commenta l‘analista di Berenberg, Bassel Choughari.

In borsa la settimana scorsa c‘è stata una prima reazione negativa alla possibilità dell‘uscita di Guerra, manager molto apprezzato dal mercato per i risultati ottenuti dal gruppo durante la sua guida, con ricavi più che raddoppiati a 7,3 miliardi. Tuttavia il titolo ha iniziato ben presto a recuperare il terreno perso, in un mercato rassicurato dai forti fondamentali del gruppo.

Varie le ragioni citate da persone vicine alla vicenda che avrebbero portato al divorzio tra Guerra, approdato in Luxottica dalla Merloni Elettrodomestici nel 2004, e il gruppo di Agordo. Secondo una fonte le divergenze si sarebbero acuite negli ultimi mesi e avrebbero riguardato tra l‘altro un‘ipotesi di fusione con la francese Essilor, che avrebbe comportato una forte diluizione della quota di Del Vecchio, e alcune piccole acquisizioni nel settore retail europeo realizzate da Guerra. Non ultimo tra i motivi di frizione il fatto che il manager sarebbe stato tentato dall‘offerta di un ministero da parte di Renzi e non avrebbe immediatamente chiarito le proprie intenzioni.

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