17 giugno 2014 / 16:58 / tra 3 anni

PUNTO 1-Italia, ripresa fragile, servono azioni coraggiose - Fmi

* Padoan: “Voti non pieni ma buoni”

* La ricetta del Fmi: meno per pensioni, più a istruzione

* Le banche devono smaltire le sofferenze (Aggiunge valutazioni Fmi, replica Padoan e contesto)

ROMA, 17 giugno (Reuters) - Con una ripresa ancora “fragile” e la disoccupazione “a livelli inaccettabili”, il Fondo monetario internazionale sprona il governo italiano a definire “rapidi e coraggiosi” interventi di politica economica.

“Cambiamenti strutturali profondi sono necessari per rendere l‘Italia un paese più dinamico, che si adatti rapidamente a un mondo in continua evoluzione e che sia capace di attrarre imprenditori innovativi”, scrive l‘Fmi nel comunicato a conclusione della missione annuale in Italia.

Tende a vedere il bicchiere mezzo pieno il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, che parla di “voti non pieni ma buoni. C‘è un grande riconoscimento e un incoraggiamento”.

DIFFERENZIARE SALARI PUBBLICI SU BASE REGIONALE

Nel definire “ambizioso” il programma di Matteo Renzi, gli economisti di Washington appoggiano l‘introduzione del contratto a tutele crescenti per superare il dualismo nel mercato del lavoro e sollecitano “un maggior utilizzo della contrattazione salariale a livello di impresa”.

Anche la differenziazione dei salari pubblici a livello regionale potrebbe riflettersi sul settore privato migliorando il legame tra produttività e retribuzione.

Combattere la corruzione migliora il clima imprenditoriale e la crescita, dice l‘Fmi. L‘ordinamento giuridico italiano “potrebbe essere ulteriormente migliorato, in particolare tramite l‘introduzione del reato di falso in bilancio e la modifica delle norme sulla prescrizione”.

OPPORTUNO AVANZO STRUTTURALE NEL 2015

Il Fondo dice che “lo sforzo relativo alle privatizzazioni dovrebbe essere completato rapidamente”.

“A condizione che la ripresa si rafforzi, sarebbe opportuno un contenuto avanzo del saldo strutturale di bilancio il prossimo anno” a fronte del lieve disavanzo (0,1% del Pil) indicato dal governo.

La spesa pubblica italiana è tra le più orientate a favore della parte più anziana della popolazione e mostra uno dei più ridotti stanziamenti per istruzione nell‘area euro.

“A breve termine, spostare le risorse dalle pensioni più elevate all‘istruzione e alle politiche attive del lavoro del lavoro rafforzerebbe la produttività e l‘occupazione giovanile”.

FMI PROPONE INCENTIVI FISCALI PER LE BAD BANK DELLE BANCHE

L‘Fmi dà atto alle banche italiane di aver fatto progressi nel riconoscimento delle perdite. Tuttavia, i crediti in sofferenza continuano a crescere e hanno raggiunto il 16% dei prestiti.

L‘esercizio di valutazione della Bce “rafforzerà la fiducia”. È opportuno però che a livello nazionale le autorità esercitino “una maggiore pressione allo smaltimento dei crediti in sofferenza”.

L‘Italia dovrebbe quindi “armonizzare i criteri di accantonamento sui prestiti e incoraggiare cuscinetti di capitale più robusti”.

Il Fondo ipotizza “incentivi fiscali” per aiutare le banche a istituire società di gestione delle sofferenze, purché gli attivi deteriorati “siano trasferiti a valore di mercato”.

Le Fondazioni dovrebbero pubblicare bilanci certificati, seguire regole di governance appropriate e, nel tempo, cedere il controllo delle banche.

Oltre che contribuire alla definizione dell‘Unione bancaria, l‘Italia deve definire “un meccanismo pubblico di backstop prima della valutazione della Bce”.

PROGRESSI LIMITATI NELLE POLITICHE PER LA CONCORRENZA

Lamentando l‘eccesso di indebitamento che caratterizza le piccole e medie imprese, il Fondo chiede all‘Italia di incoraggiare un più ampio utilizzo della procedura fallimentare: “Soluzioni extragiudiziali sosterrebbero le aziende solventi ma in difficoltà”.

Un nuovo contratto di prestito basato su accordi fiduciari renderebbe più rapide le procedure di escussione. Sviluppare il mercato azionario “ridurrebbe la dipendenza dal credito bancario”.

Essenziale rimuovere gli ostacoli alla concorrenza, visto che le iniziative legislative degli ultimi anni “sono state attuate in modo limitato”.

(Giuseppe Fonte e Steve Scherer)

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