Argentina, sentenza corte Usa incoraggia in vista arbitrato -Tfa

martedì 17 giugno 2014 14:01
 

ROMA, 17 giugno (Reuters) - La decisione con cui ieri la Corte suprema degli Stati Uniti ha bocciato l'appello dell'Argentina contro gli hedge fund che avevavo rifiutato la ristrutturazione del debito dopo il default del 2001-2002, è un precedente che incoraggia la Tfa in vista della conclusiva udienza arbitrale Icsid iniziata ieri a Washington.

Lo dice la Tfa, associazione che fa capo all'Abi e che tutela oltre 50.000 bondholder italiani di titoli argentini che aspettano da 12 anni il rimborso di capitale e interessi di titoli del debito di Buenos Aires per una richiesta che ammonta a due miliardi di dollari.

"E' una decisione che non ci sorprende. E' giunta in concomitanza dell'avvio dell'udienza finale dell'arbitrato ICSID promosso dagli obbligazionisti italiani contro il Paese sudamericano", si legge nella nota.

"Il tempo per trovare una soluzione negoziata era già scaduto da tempo. Ora l'Argentina deve accelerare in questa unica direzione".

Secondo la Tfa la decisione della Corte suprema Usa "costituisce un precedente positivo per i creditori in titoli argentini, peraltro lasciando inalterati i diritti degli obbligazionisti ricorrenti presso il tribunale arbitrale ICSID".

Ieri i giudici americani hanno confermato le sentenze dei tribunali di grado inferiore che hanno ordinato a Buenos Aires di pagare 1,33 miliardi di dollari agli investitori che hanno respinto le due proposte di ristrutturazione del 2005 e del 2010.

L'Argentina si è fino ad ora rifiutata di pagare e, se dovesse insistere in questa posizione, le autorità degli Stati Uniti potrebbero impedirle di pagare le cedole sui bond ristrutturati.

Questo aprirebbe la strada a un nuovo default da qui al 30 giugno, quando sono in programma i pagamenti su titoli regolati a New York. L'Argentina aveva dichiarato default su 100 miliardi di dollari.

Il rischio di un nuovo default è stato però negato dalla presidente argentina Cristina Fernandez che ha garantito che il Paese onorerà il servizio del suo debito.   Continua...