SINTESI - A2A, vittoria dei fondi in assemblea, Tarantini: "Io delegittimato"

venerdì 13 giugno 2014 16:49
 

* Assogestioni ottiene due seggi, delusione per i bresciani e Tassara

* Tarantini: "non farò causa, ma con me non c'è stato rispetto"

* Piano buyback per fare alleanze carta contro carta

di Giancarlo Navach

BRESCIA, 13 giugno (Reuters) - Vittoria dei fondi d'investimento nell'assemblea di A2A che ha sancito il passagio dal sistema duale a quello tradizionale. Gli investitori istituzionali portano a casa due consiglieri di minoranza, mentre la Tassara e i soci bresciani devono accontentarsi di un solo posto in luiogo dei due precedenti. Per la multiutility si tratta comunque di un piccolo segnale di svolta verso il mercato visto che i fondi entrano per la prima volta nel Cda composto da dodici membri.

E' stata questa la sorpresa emersa dall'assemblea di A2A dove non sono mancate le scintille fra il presidente del consiglio di gestione uscente, Graziano Tarantini e il Comune di Milano con il primo che ha detto di essere stato delegittimato dalla decisione di anticipare di un anno il cambio di governance, ma che non farà comunque causa all'azienda, rinunciando a un anno di emolumenti.

Rispetto al 70,1% del capitale votante presente in assemblea, ha reso noto il presidente Pippo Ranci, la lista presentata dai due comuni principali azionisti, Milano e Brescia (55% del capitale) ha preso il 79,34% dei votanti, la lista dei fondi l'11,9%, quella di Tassara l'8,4%.

Palpabile la delusione fra i numerosi soci bresciani presenti. "I tempi stanno cambiando", si è limitato a dire Mario Cocchi, storico braccio destro di Romain Zaleski e della Tassara che detiene il 2,51% del capitale di A2A, mentre Aldo Rebecchi, uno dei saggi del PD vicino al sindaco di Brescia Emilio Del Bono, ha commentato: "Si è persa un'opportunità di valorizzare il territorio". Il riferimento è alla Fondazione Cariplo, che con una quota di poco più dell'1% ha votato a favore della lista dei comuni di Brescia e Milano.

Giovanni Valotti sarà, dunque, presidente, Giovanni Comboni vice presidente, Luca Camerano AD. A proposito di Camerano, il city manager di Milano, Maurizio Baruffi, ha tenuto a precisare che sulla decisione di puntare su questo manager esterno all'azienda non c'è stato alcun intervento del premier, Matteo Renzi.   Continua...