Mps, tutti sapevano del mandate su Alexandria- difesa Baldassarri

venerdì 13 giugno 2014 13:07
 

SIENA, 13 giugno (Reuters) - Il difensore dell'ex capo dell'area finanza di Mps Gianluca Baldassarri ha chiesto oggi l'assoluzione del suo assistito e ha ribadito che l'accordo con Nomura, il mandate agreement, per ristrutturare il prodotto Alexandria era noto a tutta la banca e non serviva a nulla.

Dopo due ore di arringa l'avvocato Filippo Dinacci ha chiesto l'assoluzione di Baldassarri - imputato per ostacolo alle funzioni dell'autorita' di vigilanza insieme all'ex presidente Giuseppe Mussari e all'ex Dg Antonio Vigni - perche' ''il fatto non sussiste'' o in subordine ''perche' non costituisce reato o per non aver commesso il fatto''.

Al processo, un ramo dell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta da parte della banca senese, l'accusa ha chiesto 7 anni per Mussari, oggi non presente in Aula, e 6 anni ciascuno per Vigni e Baldassarri, entrambi presenti all'udienza.

Per confutare la tesi dell'accusa secondo cui il 'mandate agreement' tra Nomura e Mps sarebbe stato nascosto nella cassaforte di Vigni, il legale dell'ex capo della finanza ha ripercorso testimonianze e documenti e ha ribadito che ''tutti sapevano e soprattutto sapevano le funzioni della banca che avevano l'obbligo di interloquire con le autorita' di vigilanza''.

Per Dinacci, ''la realtà è che il mandate agreement non serve a nulla, non dà nessun elemento conoscitivo in più" e anche ''la Consob dice che non è un contratto perché mancano alcuni elementi essenziali''.

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