13 giugno 2014 / 10:59 / 3 anni fa

Mediaset, timori mercato su core business in attesa sviluppi pay

MILANO, 13 giugno (Reuters) - Meidaset scende in borsa in un mercato debole, con gli analisti che si concentrano, preoccupati, sul core business del gruppo - la raccolta pubblicitaria - in attesa che si chiarisca il quadro sulla pay Tv tra gara sui diritti di Serie A e destino della quota nella spagnola Digital Plus.

Intorno alle 12,40 il Biscione cede il 2,5% a a 3,584 euro con volumi nella norma dopo essere scesa fino a oltre il 3%. Il FTSEMib perde lo 0,9%, come i media europei.

DOPO DATI NIELSEN SU APRILE TIMORI SU RACCOLTA TRIM2

Oggi Barclays ha tagliato il target price sul titolo a 3,4 da 3,5 euro confermando il rating “underperform” sottolineando l‘andamento inferiore alle attese del mercato pubblicitario. “I dati Nielsen parlano di -4,9% per Mediaset ad aprile, i media buyers dicono che maggio è stato simile al mese precedente e giugno sarà leggermente negativo a causa di un miglioramento del mercato in generale ma dell‘assenza, nel palinsesto del gruppo Tv, dei Mondiali di Calcio”, dice in una nota il broker che ha tagliato le stime sul secondo trimestre e sul 2014, ma ha leggermente alzato quelle sul 2015. “Il punto su Mediaset è che riteniamo che il titolo stia prezzando troppo la ripresa della pubblicità”.

Secondo le ricostruzioni degli analisti, in base ai dati Nielsen pubblicati mercoledì, il -5% registrato ad aprile da Mediaset si confronta con un +6,6% di Sky, un -7,6% della Rai e un andamento piatto per La7.

Anche un altro analista sottolinea il dato ampiamente inferiore alle attese sugli investimenti pubblicitari diffusi da Nielsen e l‘effetto negativo dei Mondiali trasmessi dai concorrenti Rai e Sky.

“Sarà un secondo trimestre difficile, temo”, dice. “Sul resto c‘è ancora molta incertezza, che però in tempi brevi dovrebbe dissolversi”.

ANCHE SOLO CON PACCHETTO ‘D’ SERIE A PARTNER “AUSPICABILE”

C‘è innanzitutto la questione della gara sulla serie A, il cui esito - per quanto sia noto il valore delle varie offerte - non è scontato e comunque vada c‘è un forte rischio di ricorsi . La Lega dovrà decidere entro il 26 giugno, probabilmente il 23.

“Ipotizziamo che Mediaset si aggiudichi quanto meno il pacchetto esclusivo delle 12 squadre ‘secondarie’ per i 300 milioni offerti; sommando i 220 milioni l‘anno per la Champions League e qualche altro diritto televisivo, si arriva facilmente a 6/700 milioni di capex l‘anno con ricavi da abbonamento per ora a 550 milioni, più qualcosa di pubblicità. Con questi numeri un partner non sarà necessario ma è certamente auspicabile per non rendere troppo rischiosa la scommessa sulla crescita dei ricavi che sta alla base delle due esclusive ”, dice l‘analista. “E’ stato scritto che Mediaset Premium quest‘anno è in pareggio, ma bisognerebbe capire se lo è anche al netto delle svalutazioni sui diritti fatte nel 2012, che hanno drasticamente abbassato questa voce per gli esercizi sccessivi”, aggiunge.

DILEMMA SPAGNA, TRA SALIRE O USCIRE L‘IPOTESI ‘STARE FERMI’

Qui si inserisce il tema spagnolo. Mediaset da mesi è al lavoro sul progetto di spin-off della pay Tv italiana e spagnola, propedeutico all‘ingresso di un partner. Tra gli interessati ci sarebbero Al Jazeera e Vivendi. Indiscrezioni stampa tornano oggi su un‘offerta generosa (350 milioni) di Telefonica per rilevare il 22% che Mediaset Espana ha nella pay Tv Digital Plus. Secondo diverse fonti non ci sarebbero “trattative esplicite” in questo senso ma entrambe le parti starebbero valutando tutte le opzioni in campo.

Entro il 20 giugno Mediaset deve decidere se esercitare o meno il diritto di prelazione e quindi rafforzare la sua presenza, oppure restare com‘è o in alternativa uscire. “Trovare un partner interessato alla sola pay italiana può essere più difficile. D‘altro canto un buon incasso dalla vendita della quota potrebbe rafforzare la posizione finanziaria netta consolidata di Mediaset in una fase di consistenti investimenti per i diritti, senza i quali il partner diventa un miraggio”, dice un analista.

Un altro commenta: “Ci sono molti elementi da valutare. Telefonica salendo al 100% di Digital Plus avrebbe forti benefici fiscali ma perderebbe un alleato sui contenuti e avrebbe più rischi di antitrust. Può essere che la cosa che conviene di più a entrambi sia di mantenere lo status quo”.

(Claudia Cristoferi)

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