PUNTO 1-Sorgenia, Viola vede soluzione sul debito a giorni, manca ok su aumento

giovedì 12 giugno 2014 17:25
 

* Si tratta su cambio di controllo ed "earn-out"

* Piano ristrutturazione avviato, prossimo passo firma standstill con banche (Riscrive, aggiunge altri dettagli da fonti)

MILANO, 12 giugno (Reuters) - Nei prossimi giorni la lunga trattativa sulla ristrutturazione del debito di Sorgenia, il produttore e distributore di energia elettrica e gas in crisi di liquidità, approderà a una conclusione: l'accordo sull'aumento di capitale da 400 milioni che porterà i 19 istituti di credito a controllare la società con il 98% del capitale, mentre Cir e Verbund, che hanno azzerrato il valore della loro partecipazione a bilancio, resteranno con una quota minima.

A fare intendere che si è vicini a una svolta, le dichiarazioni odierne di Fabrizio Viola, l'AD di Mps, tra le maggiori banche creditrici della società energetica: "Siamo alla fase finale. Credo che nel giro di qualche giorno saremo in grado di definire pubblicamente la soluzione. Credo che sarà una soluzione equilibrata, almeno per noi, come risultato di una trattativa che non è stata facile".

Venerdì scorso il Cda di Sorgenia ha sostanzialmente dato il via libera alla parte finanziaria di sua competenza della proposta delle banche, il prestito convertendo da 200 milioni e la nuova finanza da 256 milioni, e questo ha consentito di approvare il bilancio 2013 chiuso in contnuità aziendale con un rosso di 783 milioni.

Restano da risolvere le questioni legate al cosiddetto "earn-out": la valorizzazione riconosciuta ai due soci, in relazione alla possibile cessione di asset di Sorgenia e dopo il rimborso del debito bancario. Tutto si gioca sul futuro del business di Sorgenia, al momento difficile da prevedere stante la crisi dei consumi nel settore della produzione di energia da centrali termoelettriche, con le banche che puntano a uscire quanto prima da un settore estraneo al loro core business.

Ancora in discussione inoltre la ricapitalizzazione della società. Il piano delle banche prevede di abbattere il debito intorno a 1,8 miliardi di 600 milioni, di questi 400 verranno dalla conversione dei crediti in azioni. "Su questo aspetto manca l'accordo complessivo sul cambio di controllo fra banche e i due soci. Il piano è subordinato all'ok all'unanimità dei soci nel corso di un'assemblea che non è stata ancora convocata", dice una fonte vicina al dossier.

Pertanto, con il via libera di Sorgenia la scorsa settimana, il piano di ristrutturazione del debito è stato avviato, "i prossimi passaggi saranno la firma di uno standstill con le banche, l'erogazione di nuova finanza e la procedura 182-bis. Il tutto nell'attesa dell'effettivo passaggio di controllo della società energetica alle banche", sottolinea un'altra fonte.

(Giancarlo Navach, Claudia Cristoferi)

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