12 giugno 2014 / 15:43 / 3 anni fa

PUNTO 1-Alitalia, si tratta su esuberi per ora senza licenziamenti collettivi

* La gestione degli esuberi si presenta complicata

* Servirà coordinare vari ammortizzatori sociali

* Lunedì si tornerà al tavolo. Nodo personale terra (Unisce articoli, aggiunge dichiarazioni di Del Torchio)

ROMA, 12 giugno (Reuters) - Alitalia non aprirà la trattativa sui 2.251 esuberi previsti dal piano di Etihad con un atto di forza. Lo ha detto l'amministratore delegato della compagnia aerea Gabriele Del Torchio avviandosi all'incontro con i sindacati di categoria spostati in un albergo alla periferia di Roma.

"Assolutamente no", ha risposto il manager alla domanda se l'azienda avrebbe avviato oggi le procedure per i licenziamenti collettivi previsti dalla legge 223.

L'Ad ha poi spiegato che al tavolo di oggi l'azienda avrebbe presentato "il piano di Etihad più dettagliatamente" e si comincerà "a fare il punto su come affrontare i problemi".

Una discussione, come annunciato dai sindacati al termine della prima giornata di incontri, che continuerà a partire da lunedì 16 perché la gestione degli esuberi di Alitalia si presenta come un cubo di Rubik: un rompicapo se non sarà possibile utilizzare l'armamentario degli ammortizzatori sociali fatto di Cassa integrazione, solidarietà, reimpiego del personale, prepensionamenti.

Ieri, nell'incontro al ministero dei Trasporti con i ministri Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, il governo ha dato ampie rassicurazioni di voler aiutare la soluzione della vicenda, ma senza dire con quali strumenti lo avrebbe fatto.

I 2.251 lavoratori, qualore fossero licenziati, al momento potrebbero contare solo sull'indennità di mobilità che dura un biennio. Poi il buio.

Insomma, un problema di non facile soluzione come hanno ammesso tutti i sindacalisti al termine della prima tornata di discussioni riservata ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl: "E' una trattativa molto difficile. Oggi ci siamo limitati ad approfondire le ragioni che sono alla base della richiesta di taglio del personale. Si ricomincia da lunedì", ha detto Giovanni Luciano, segretario generale della Fit-Cisl.

Nel corso della mattina è stato messo a punto anche il dettaglio del personale che dovrebbe lasciare Alitalia: 787 lavoratori oggi in cassa integrazione a zero ore, 1.084 lavoratori cosiddetti di terra, 122 piloti e 258 assistenti di volo.

Al di là dei numeri più contenuti, per piloti, hostess e steward la gestione delle eccedenze non dovrebbe essere particolarmente complessa se i lavoratori "accetteranno la mobilità all'interno del gruppo Etihad e delle sue controllate", dice una fonte Alitalia. Anche se ci sono da considerare circa 200, fra hostess steward, in Cig a zero ore.

Avia, una delle associazioni professionali degli assistenti di volo, ha pensato alla creazione di "un bacino unico del personale navigante italiano in esubero, attraverso un ufficio di ricollocamento della gente dell'aria gestito da un ente statale quale l'Ente nazionale per l'aviazione civile". Nel settore, come è noto, non soffre solo Alitalia: secondo un sindacalista Ugl ci sono circa 13.000 persone in Cig su 53.000 addetti complessivi.

Per il personale di terra invece la difficoltà è data dal fatto che il piano industriale di Alitalia, messo a punto dai vertici di Etihad, "prevede una forte contrazione del breve e medio raggio che assorbe molto più personale" rispetto alle tratte intercontinentali, per la cadenza più ristretta dei voli. Oltre al fatto che ci sono poco meno di 900 persone in cassa integrazione volontaria per i quali immaginare una ricollocazione è cosa difficile.

Anche perché, come ha detto Del Torchio parlando con i giornalisti in un intervallo delle trattative, "i 2.251 esuberi sono una condizione necessaria perché l'azienda possa avere una dimensione efficiente e competitiva".

Del Torchio ha detto che oggi proseguirà la discussione con le banche per definire un altro aspetto in attesa di soluzione: la riduzione dell'indebitamento della nuova compagnia in cui Etihad ha promesso di acquistare fino al 49% del capitale per 560 milioni ed investire altri 692 milioni per acquistare nuovi aerei, fare il restayling dei vecchi e per la formazione del personale.

(Alberto Sisto)

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