Ogm, ministri Ue raggiungono intesa su divieti nazionali

giovedì 12 giugno 2014 15:53
 

ROMA, 12 giugno (Reuters) - I ministri dell'Ambiente dell'Unione europea hanno raggiunto oggi un'intesa per modificare la politica di autorizzazione degli Ogm, consentendo ai diversi stati membri di decidere a livello nazionale sulla coltivazione di piante geneticamente modificate.

Lo ha riferito oggi il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, in una nota, esprimendo soddisfazione per l'accordo.

"Il compromesso evidenzia, nonostante il diverso approccio di alcuni stati membri, la volontà generale di superare i problemi legati al sistema vigente. Ribadisco l'importanza di un'adozione rapida della Direttiva, auspicando che il relativo iter possa concludersi durante il semestre di Presidenza italiana, quantomeno con il raggiungimento dell'accordo politico nella fase della co-decisione con il nuovo Parlamento europeo".

Secondo il ministero, la nuova direttiva prevede che durante la fase istruttoria di richiesta di introduzione sul mercato comune di un prodotto ogm da parte di un'impresa - fase coordinata dall'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare - un singolo Stato possa chiedere di essere escluso dalla coltivazione. Se però non fosse possibile raggiungere un accordo con l'impresa, lo Stato sarebbe autorizzato a limitare o a vietare la coltivazione, motivando il provvedimento anche con ragioni di "politica agricola".

In quel caso, la Commissione europea avrebbe 75 giorni di tempo per esaminare il provvedimento, ma in ogni caso lo Stato avrebbe comunque il potere di procedere unilateralmente.

La direttiva prevede anche che uno Stato possa vietare sul proprio territorio prodotti ogm già autorizzati a livello comunitario (come nel caso del mais Mon810 di Monsanto, vietato dal governo italiano fino almeno al gennaio 2015) entro sei mesi dall'entrata in vigore del testo.

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