11 giugno 2014 / 10:19 / tra 3 anni

Gas russo, Ucraina vuole maggiore sconto, ancora nessun accordo

KIEV, 11 giugno (Reuters) - L‘Ucraina rifiuta la proposta russa che riduce di oltre 20% il debito di Kiev nei confronti di Mosca legato alle forniture di gas naturale ed esclude di procedere qualsiasi rimborso prima di un più ampio accordo sul prezzo.

Le dichiarazioni del primo ministro e del titolare all‘Energia mettono in chiaro che la posizione di Kiev non è in alcun modo cambiata a dispetto delle minacce di Mosca, che potrebbe sospendere i flussi di gas verso il paese confinante.

Un simile scenario potrebbe in qualche modo compromettere la fornitura di gas russo all‘Europa.

La disputa sugli arretrati del gas è tra i temi più delicati della crisi ucraina, da mesi teatro di disordini legati alle spinte separatiste dei filo-russi che chiedono l‘annessione alla Federazione, sul modello della Crimea.

Rivolgendosi al parlamento, il premier ucraino Arseny Yatseniuk spiega che Kiev chiede una riscrittura del contratto tra Naftogaz e Gazprom e domanda vengano applicati “prezzi di mercato”.

Mosca offre di cancellare l‘imposta applicata sulle esportazioni di gas naturale - 100 dollari ogni 1.000 metri cubi - introdotta dopo l‘annessione della Crimea.

“La Russia ci offre su gas uno sconto di 100 dollari” dice il primo ministro secondo la tv locale, “ma la nostra posizione non cambia: vogliamo sia riscritto il contratto e ottenere il prezzo di mercato”.

Kiev punta invece a modificare le condizioni del contratto siglato nel 2009 che impongono sul gas naturale una quantità fissa di importazioni - indipendentemente dalle concrete necessità del Paese - al prezzo di 485 dollari per 1.000 metri cubi, tariffa più elevata tra quelle corrisposte da qualsiasi altro cliente europeo.

Dopo otto ore di negoziati terminati in un nulla di fatto alle tre del mattino, riprende oggi a Bruxelles l‘incontro tra i ministri dell‘Energia russo e ucraino.

A chi gli chiedeva se Kiev intendesse procedere a pagare il debito nei confronti di Gazprom, sempre da Bruxelles in tarda mattinata il ministro ucraino Yuri Prodan dice all‘agenzia locale Interfax “no: no finché non si arriverà a un accordo più ampio”.

Gazprom ha nel frattempo concesso all‘Ucraina una dilazione temporale di quasi una settimana, spostando a lunedì prossimo la data per l‘avvio dei pagamenti.

Circa un terzo delle importazioni Ue di gas naturale provengono dalla Russia e di queste intorno alla metà passano attraverso il territorio ucraino.

Una sospensione dei flussi all‘Ucraina avrebbe dunque molto verosimilmente ripercussioni sulle forniture all‘Europa.

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