10 giugno 2014 / 15:18 / 3 anni fa

PUNTO 2-Mps, anche oggi segna prezzo solo in asta chiusura, chiude a +19,91%

(aggiorna chiusura titolo, aggiunge commenti)

di Andrea Mandala e Paola Arosio

MILANO, 10 giugno (Reuters) - Anche oggi l‘aumento di capitale di Mps ha registrato una giornata difficile a Piazza Affari con il titolo che, sullo stesso copione di ieri, non è riuscito a fare prezzo per l‘intera seduta, bloccato dagli effetti distorsivi tipici delle ricapitalizzazioni iperdiluitive, per poi segnare un valore di chiusura a 2,216 euro con un balzo del 19,91% e poco meno di 9 milioni di pezzi scambiati.

Ancora sotto pressione i diritti che hanno chiuso in calo del 7,35% a 19,92 euro.

Gli operatori sottolineano il caos tecnico e l‘anomalia della situazione che si è già verificata in passato, ma con minore evidenza, in occasione di altri aumenti di capitale a forte effetto diluitivo. Di fatto un gran numero di titoli viene reso disponibile circa un mese dopo l‘avvio dell‘aumento e nel frattempo il mercato deve fare le sue operazioni su un numero nettamente inferiore di azioni.

Proprio guardando a situazioni analoghe del passato - fa notare un osservatore di mercato - nel caso di Monte dei Paschi sono state adottate dai regolatori alcune misure preventive: è stato stabilito il divieto di immettere ordini senza limiti di prezzo e gli ordini possono avere un rialzo massimo del 20% rispetto al riferimento.

“Tanto più gli aumenti sono diluitivi tanto più si sono registrati in passato andamenti anomali” con rialzi a tripla cifra e rovinosi scivoloni a operazione chiusa, spiega infatti l‘osservatore ricordando le operazioni Tiscali, Fonsai, Seat in cui i titoli hanno segnato balzi a tre cifre per poi crollare subito dopo la chiusura dell‘operazione di ricapitalizzazione.

TITOLO SCAPPA AL RIALZO, EFETTO RARITA’ GIOCA SOLO UNA PARTE

Se il prezzo corretto del titolo ex aumento è, in base al puro calcolo matematico e al prezzo di venerdì, attorno a 1,5 euro, perchè il prezzo scappa al rialzo? L‘effetto rarità gioca una parte, cui si aggiungono in questo caso le aspettative del mercato che si replichi il copione dei precedenti aumenti iperdiluitivi e la difficoltà a capire un‘operazione in cui il prezzo del titolo passa da 25 a 1,5 euro, secondo l‘osservatore.

Ai prezzi attuali dei diritti il titolo Mps dovrebbe valere circa 1,48 euro: ciò significa che attraverso i diritti si possono ottenere azioni Mps con uno sconto del 50% circa rispetto al prezzo indicativo del titolo nella seduta di oggi.

“Si è creato un falso mercato dove il titolo sale ma non può essere scambiato, mentre se compri i diritti puoi acquistare le azioni a sconto. Poi il prezzo delle azioni crollerà quando i titoli saranno disponibili”, dice un analista.

Può anche darsi che qualche venditore di opzioni, strumento per cui l‘effetto leva amplifica tutti i movimenti, anticipi il possibile rialzo correndo a coprirsi. Anche se questa volta, grazie al blocco del mercato causato dalle maglie individuate da Borsa, il rialzo non è stato verticale come nei precedenti aumenti. “Le opzioni potrebbero entrare in campo in un secondo momento, al momento non mi sembra siano già in the money”, spiega l‘osservatore di mercato che su questo punto esprime parere diverso rispetto ad alcuni operatori.

“L‘esercizio anticipato delle opzioni call può costringere i venditori delle opzioni stesse a raccogliere il titolo sul mercato, prima della materiale consegna dei titoli sottoscritti con l‘aumento di capitale”, spiega Icbpi in una nota.

“Si dice che ci sia un numero di opzioni call pari a un terzo dei titoli pre-stacco, quindi potrebbe andare avanti così per dieci giorni”, fino al termine della trattazione dei diritti in borsa.

“Quello che sta avvenendo è un meccanismo tipico degli aumenti di capitale iperdiluitivi. E’ ben noto che in casi come questo chi ha venduto un‘opzione call ”coperta“ anziché trovarsi a consegnare le azioni che già aveva al compratore che decida di esercitarla nel periodo di aumento, ne deve consegnare molte di più, in base al rapporto di concambio”, spiega Andrea Resti professore associato dell‘Università Bocconi. “C‘è sicuramente un aspetto tecnico, ma non si può fare a meno di osservare che questo meccanismo crea negli osservatori meno sofisticati l‘impressione che convenga esercitare i diritti. Questo effetto psicologico esiste e gioca a favore di chi ha organizzato l‘aumento di capitale”, aggiunge.

NEUTRALIZZATO EFFETTO GESTIONI PASSIVE

E’ invece risolto - o così almeno sembra - l‘effetto distorsivo legato al fatto che Mps fa parte dell‘indice Ftse Mib, che viene replicato da parecchi Etf e gestioni passive. In condizioni normali, essendo passato il valore del titolo da 25 a 1,5 euro, i fondi avrebbero dovuto correre a comprare titoli per mantenere inalterato il controvalore investito o assumersi il rischio di restare indietro rispetto a un titolo che raddoppia o triplica.

Con il comunicato di oggi Ftse ha annunciato che per replicare l‘indice sono utilizzabili anche i diritti, neutralizzando di fatto gli effetti dell‘aumento sulle gestioni passive. L‘impatto dei rialzi è dunque limitato, considerando che Mps pesa attualmente per 1% circa sull‘indice e anche un suo aumento del 20% porterebbe il fondo a dover investire un limitato 0,2% in più.

Il fatto che per due sedute di seguito il titolo abbia segnato un prezzo valido soltanto in asta di chiusura non soddisfa gli operatori però.

“Non si capisce ancora come si possa risolvere”, commenta infatti un trader. “Non è giustificabile il fatto che un titolo sotto aumento non possa scambiare e faccia un solo prezzo al giorno anche se ci sono dei fattori tecnici”, aggiunge un secondo operatore.

“Era una situazione prevedibile. Che sul titolo ci fosse un grosso scoperto era noto. Forse serviva un più attento monitoraggio prima che l‘aumento partisse”, aggiunge.

Un broker fa notare inoltre che “è abbastanza imprevedibile capire il movimento del prezzo delle azioni nelle prossime settimane e sarà completamente non correlato al prezzo dei diritti”.

Peraltro su mercati secondari, come ad esempio in Germania, il titolo ha scambiato regolarmente anche oggi chiudendo a 2,44 in calo del 24% circa con volumi scarsi pari a poco più di 57.000 pezzi.

-- ha collaborato Silvia Aloisi

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