March 31, 2014 / 4:58 PM / 3 years ago

PUNTO 3-Porto Tolle, Scaroni condannato a 3 anni, Conti assolto

4 IN. DI LETTURA

* Ad Scaroni interdetto anche da pubblici uffici per 5 anni

* Tribunale Rovigo lo ritiene responsabile di disastro doloso

* Mandati Scaroni e Conti in scadenza a maggio

* Riconferma Scaroni a guida Eni ora più difficile-Nomisma (Aggiunge dichiarazione Tatò)

di Alberto Sisto

ROMA, 31 marzo (Reuters) - L'amministratore delegato di Eni , Paolo Scaroni, è stato condannato dal tribunale di Rovigo per disastro doloso a tre anni di reclusione e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici nell'ambito del processo per la centrale elettrica Enel di Porto Tolle.

E' quanto si legge nella sentenza che Reuters ha potuto vedere e che potrebbe rendere più difficile per il top manager ottenere una riconferma alla guida del gruppo petrolifero controllato dallo Stato nella prossima tornata di nomine.

Dal documento si apprende anche che il tribunale ha assolto l'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti che era imputato per disastro doloso e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

In una nota Scaroni, che è stato amministratore delegato di Enel tra il 2002 e il 2005 prima di passare al timone di Eni, si dice completamente estraneo alla vicenda e annuncia ricorso.

Conti, capo azienda di Enel dal 2005, ha invece espresso soddisfazione per la sentenza e ha voluto ribadire che la "centrale di Porto Tolle ha sempre operato nel rispetto delle leggi e delle prescrizioni sia regionali, sia nazionali".

I due manager, che sono a capo delle due principali aziende quotate controllate dallo Stato, sono in scadenza a maggio.

Davide Tabarelli, capo del think tank Nomisma Energia, ritiene che la sentenza di condanna renda la posizione di Scaroni più difficile di prima.

"Già prima era abbastanza difficile che Scaroni fosse confermato. Ora lo è ancora di più", ha detto Tabarelli.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha risposto alla domanda se la sentenza inciderà sulle prossime nomine, limitandosi a dire che "rispettiamo le sentenze della magistratura" e che "sulle nomine, indipendentemente da questa vicenda, il governo indicherà le sue linee di indirizzo", prima di far conoscere i nomi delle liste da sottoporre alle assemblee.

Il ministero del Tesoro nei giorni scorsi ha inviato una lettera alle controllate per evitare che nei consigli di amministrazione figurino amministratori sotto processo o condannati anche con una sentenza non definitiva.

Il reato per il quale Scaroni è stato condannato non rientra nell'elenco dei reati citati dalla lettera.

Condannato per disastro doloso anche Franco Tatò, presidente uscente Parmalat e già Ad di Enel: per lui il giudice ha stabilito tre anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.

In una Tatò definisce la sentenza "assurda".

"Considero questa una sentenza assurda, che scuote la mia teutonica fiducia nella giustizia. Sono certo che chi gestiva la centrale quindici anni fa ha sempre rispettato le norme: vedremo in appello", spiega il presidente uscente di Parmalat.

Nel corso del processo l'Istituto pubblico di ricerca ambientale (Ispra), spesso usato in qualità di esperto in questo tipo di procedimenti, ha stimato in 3,6 miliardi il danno ad ambiente e salute provocato dall'attività della centrale a carbone.

Il tribunale di Rovigo ha per il momento fissato delle provvisionali complessivamente inferiori da pagarsi "sin da ora": in tutto 410 milioni. Scaroni e Tatò dovranno versare ai ministeri dell'Ambiente e della Salute (rispettivamente 50 e 100 milioni), alla provincia di Rovigo e ai comuni di Porto Tolle e Rosolina 70 milioni ciascuno, a Italia Nostra, Greenpeace e Wwf 10 milioni per uno e 20 milioni a Legambiente.

- hanno collaborato Stephen Jewkes da Milano, Roberto Landucci da Roma

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