Anima punta a crescita organica, attenzione anche su M&A - AD

lunedì 31 marzo 2014 16:49
 

MILANO, 31 marzo (Reuters) - Anima Holding punta soprattutto alla crescita organica ma vaglierà le opportunità di acquisizione che si presenteranno sul mercato.

E' quanto spiegato dall'amministratore delegato Marco Carreri durante la conferenza stampa nel primo giorno di roadshow dell'aspirante matricola di Piazza Affari.

Parte infatti oggi l'offerta pubblica di vendita che dovrebbe portare sul mercato fino al 55% del capitale della società, quota che potrebbe salire fino al 63,25% in caso di esercizio integrale della greenshoe. L'intervallo di prezzo è stato fissato tra i 3,5 e i 4,5 euro per azione, che valorizzano la società tra 1,049 e 1,349 miliardi, corrispondenti a un rapporto P/E 2013 tra 8,8 e 11,3 volte.

"Il nostro piano è fortemente orientato alla crescita organica", ha spiegato Carreri, ricordando però come Anima sia nata da una serie di aggregazioni con altre società. "Quindi saremo sempre attenti alle possibilità che si presenteranno. In particolare guardiamo a società di gestione con un modello di business simile al nostro e che ci permettano di migliorare il nostro sistema distributivo". L'AD ha sottolineato che si potrebbe trattare di un'operazione simile a quella fatta con Creval. Nel 2012 Anima ha acquisito dal Credito Valtellinese Aperta Sgr e il 70% di Lux Gest.

Carreri ha poi sottolineato che il mercato "evidenzia molto spazio per il consolidamento".

Il neo-presidente Claudio Bombonato ha invece sottolineato che la società intende "continuare a crescere", sia a livello di masse gestite, che in termini di ricavi e utili.

Tuttavia la possibilità di crescita per linee esterne potrebbe essere limitata dal nuovo contratto di finanziamento da 175 milioni, stipulato a inizio marzo e con scadenza nel 2018, che prevede alcuni limiti alla realizzazione di operazioni straordinarie, che in linea generale devono avere il consenso delle banche finanziatrici (Banca Imi, Mps, UniCredit, MedioCreval Spa e Bpm). Lo stesso contratto, che sostituisce quello stipulato in precedenza in occasione dell'integrazione con Prima Sgr, prevede anche il divieto di acquisizioni con alcune eccezioni.

Il management non si è voluto esprimere riguardo al futuro payout limitandosi a ricordare che negli ultimi tre anni non c'è stato dividendo perchè c'erano dei covenant legati al precedente contratto di finanziamento che prevedevano che tutta la cassa andasse a coprire il debito. Il Cfo Alessandro Melzi d'Eril ha spiegato che "come e quanti dividendi distribuiremo, che comunque ci saranno, dipenderà dalle esigenze della società". Tuttavia anche il nuovo contratto di finanziamento prevede il rispetto di alcune condizioni nella distribuzione dei dividendi.

In merito alle ragioni di un'offerta così ampia (il 55%), il neo presidente ha sottolineato che "una delle ragioni è che si punta a un modello di public company, che già si riflette nella composizione del board" con un alto numero di indipendenti. Bombonato ha inoltre sottolineato che non c'è bisogno di un aumento di capitale - il collocamento avviene solo attraverso opv - dal momento che la società dispone di sufficienti risorse. Infine ha ricordato che "è normale che un fondo di private equity (Clessidra) voglia uscire dal capitale".   Continua...