Rpt-Lavoro, Renzi: apprendistato e contratti a termine punti intoccabili

venerdì 28 marzo 2014 16:39
 

(Corregge refuso nel lead)

ROMA, 28 marzo (Reuters) - Il decreto legge sul mercato del lavoro che inizia in questi giorni l'iter parlamentare può essere migliorato ma l'apprendistato e i contratti a termine sono "due punti intoccabili".

Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, tenta di mettere ordine alle scomposte posizioni del suo partito, il Pd, sull'argomento.

Il decreto sul lavoro "non è una parte a piacere, il pacchetto sta insieme. Tenta di recuperare alcune raccomandazioni a partire da quella dell'Unione europea, ma che prima ci hanno raccontato i nostri imprenditori: apprendistato e contratti a termine sono due punti intoccabili. Si possono migliorare, discutere quanto volete, ma sono due punti intoccabili", ha detto Renzi intervenendo alla direzione del Pd nella sua veste di segretario del partito.

"Se abbiamo scelto di fare un decreto su questo e un disegno di legge delega sul resto è perché abbiamo immaginato l'urgenza di una risposta che è un pezzo di credibilità dell'Italia non solo sui mercati, e lo stiamo vedendo in questi giorni, ma anche rispetto all'equilibrio complessivo della manovra", ha aggiunto.

Renzi non ha risparmiato una ulteriore stoccata ai sindacati dicendo che con le attuali norme sul mercato del lavoro, "vidimate" dal sindacato, la disoccupazione giovanile è salita al 42%: "Non si pensi che si risolva il problema del mondo del lavoro rendendo sempre più difficile l'accesso per i nostri giovani".

"Oggi, stime anche prudenziali dicono che per finanziare la cassa in deroga c'è bisogno di più soldi di quanti immaginati", ha aggiunto Renzi dopo che nei giorni scorsi il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha detto che nel 2014 manca 1 miliardo per finanziare la cassa in deroga.

Sugli 80 euro in busta paga per i redditi da lavoro sotto i 25.000 euro, Renzi ha detto: "Il governo dà una quattordicesima al lavoratore dipendente. Non c'è stato nella storia recente del Paese un accordo contrattuale e sindacale in grado di dare più soldi di quelli che diamo noi".

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