28 marzo 2014 / 09:14 / 3 anni fa

PUNTO 2-Italia, segni incoraggianti ma essenziale costanza riforme- Visco

* Governatore esorta ad affrontare “risolutamente” nodi strutturali

* Remora a sviluppo in rigidità imprenditori, sindacati, corporazioni

* Senza aumenti produttività inevitabili saggi sviluppo inadeguati (aggiunge dettagi)

di Giuseppe Fonte e Giselda Vagnoni

ROMA, 28 marzo (Reuters) - La Banca d‘Italia sollecita il governo ad affrontare “risolutamente” i nodi strutturali che frenano l‘economia italiana per confermare gli “incoraggianti” segni di ripresa.

Lo ha detto il governatore Ignazio Visco nel corso di un convegno su Guido Carli alla Luiss.

“I segni di risveglio che vediamo sono incoraggianti, ma vanno confermati nei mesi e negli anni futuri: la costanza nell‘azione riformatrice è essenziale”, dice Visco.

“Solo affrontando risolutamente i nodi strutturali che hanno frenato l‘economia italiana già prima delle recenti crisi, e ne hanno aggravato le conseguenze, sarà possibile riprendere un sentiero di crescita robusta e duratura”, aggiunge il governatore.

LACCI E LACCIUOLI

I problemi odierni dell‘Italia, prosegue Visco, sono molto simili ai “lacci e lacciuoli” che si potevano osservare al termine del governatorato di Carli: “Rigidità legislative burocratiche, corporative, imprenditoriali, sindacali, sono sempre la remora principale allo sviluppo del nostro paese”.

Visco spiega - citando per renderle attuali le considerazioni finali di Carli del 1971 - che l‘economia italiana “ha subìto una ferita” e, sempre riportando quelle considerazioni di oltre 40 anni fa, dice che “né l‘impulso della spesa pubblica, pur se orientata nelle direzioni più congrue, né l‘espansione creditizia, pur se attuata con coraggio, varranno, da soli, a restituirle vigore”.

Serve incrementare la produttività, ribadisce il governatore proseguendo in questa lunga e attualizzata citazione del suo predecessore. “Occorrerà che durante un certo intervallo temporale si realizzino incrementi della produttività in modi compatibili con i più progrediti assetti che si mira a stabilire nella vita aziendale e nelle condizioni di lavoro”.

“Se ciò non accadrà”, diceva allora Carli e oggi avverte Visco, “saremo costretti ad accettare saggi di sviluppo inadeguati”.

Ciò che è mancato finora, osserva il governatore della banca d‘Italia, non è tanto la chiarezza sulle cose che vanno fatte ma la realizzazione degli obiettivi.

“Oggi non manca, come non è mancata in passato, la consapevolezza delle cose da fare. Ma i movimenti della politica, del corpo sociale sono apparsi impediti e l‘azione è risultata largamente insufficiente rispetto al bisogno”.

“Le conseguenze dell‘immobilismo sono però diverse da quelle che si manifestavano negli anni settanta: mentre allora era l‘inflazione, oggi è il ristagno”.

(Giuseppe Fonte) (Giselda Vagnoni)

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