Veneto Banca,rafforzamento da 850 mln con aumento da 500 mln-AD a stampa

mercoledì 26 marzo 2014 08:55
 

MILANO, 26 marzo (Reuters) - Il programma di rafforzamento varato ieri dal Cda di Veneto Banca - che prevede una ripatrimonializzazione complessiva da 850 milioni di euro - servirà a mettere "in sicurezza la banca" e a "metterla in condizione di rimanere in assoluta autonomia".

E' quanto ha detto l'AD dell'istituto di credito, Vincenzo Consoli, in un'intervista pubblicata sul Sole 24 ore.

La ripatrimonializzazione prevede 500 milioni di euro tramite un aumento di capitale cash - che dovrebbe partire ai primi di giugno per concludersi entro luglio-agosto - e 350 milioni grazie alla conversione del soft mandatory in scadenza nel 2017.

Su quest'ultima operazione Consoli ha spiegato che "era nelle nostre facoltà e lo convertiremo per intero. Pensiamo di varare questa operazione, che vale 137 punti base sul CET 1, alla fine di giugno". L'AD ha aggiunto che il prezzo dell'azione e il relativo concambio verranno definiti in occasione del Cda dell'8 aprile in cui verranno definiti anche i prezzi dell'aumento di capitale.

Secondo Consoli, l'istituto mira a far passare il CET1 dall'"attuale 7% al 10,3% entro luglio, cui poi ci sarà da aggiungere l'eventuale beneficio derivante dalla vendita della quota di contro di Banca Intermobiliare che dovrebbe chiudersi entro fine aprile e che vale lo 0,7% di Cet 1". L'AD ha detto inoltre che in data room ci sono quattro soggetti tra italiani ed esteri.

"Al termine di questa operazione arriveremo così all'11% di CET1, un livello che mette la banca in sicurezza anche al di là delle richieste dell'asset quality review".

Veneto Banca è tra le quindici banche italiane sottoposte all'asset quality review della Bce e a fine 2013 aveva un CET1 del 7,2%.

Rispondendo alla domanda se l'istituto sia in grado di escludere qualsiasi aggregazione, Consoli ha detto che "il piano industriale prevede il mantenimento di una prospettiva 'stand alone'. Intendiamo rimanere autonomi. Certo davanti a noi c'è l'Aqr della Bce e ci sono tante incertezze, vedremo che succederà".

A metà marzo, il presidente di Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin aveva preso atto delle ultime dichiarazioni dei vertici di Veneto Banca contrarie ad un'ipotesi di aggregazione.   Continua...