25 marzo 2014 / 18:59 / tra 3 anni

PUNTO 1-Mediaset rivede utile in 2013, frena speculazioni su M&A per pay Tv

* Mediaset riconquista l‘utile e sorprende sul taglio costi

* Raccolta Italia peggio del mercato Tv in 2013, negativa in trim1

* Nessuna decisione su Digital Plus, pay Tv non in vendita (Aggiunge dettagli)

MILANO, 25 marzo (Reuters) - Dopo la traumatica perdita del 2012, Mediaset torna in utile nel 2013 grazie anche a una nuova accelerazione sul taglio costi, ma non azzarda previsioni sul 2014 per la scarsa visibilità sul mercato pubblicitario e raffredda le speculazioni di nuovi soci in arrivo nel settore pay.

Non sarà distribuito nessun dividendo neanche quest‘anno, visto tra l‘altro che la capogruppo chiude l‘esercizio in perdita (-16,5 milioni rispetto a 198,8 milioni nel 2012).

RISPARMI SUPERIORI A GUIDANCE, SCENDE DEBITO

Il gruppo archivia dunque il 2013 con un Ebit consolidato di 246,3 milioni dai -235,4 milioni di un anno prima (su cui avevano pesato ingenti svalutazioni) e con un utile netto di 8,9 milioni da -287,1 milioni. I ricavi netti sono scesi di circa l‘8% a 3.414,7 milioni. Il free cash flow ammonta a 237,3 milioni (245,6 milioni nel 2012).

I risparmi ottenuti nelle attività televisive hanno raggiunto 617,2 milioni di euro rispetto alla base costi del 2011, superando il target di 500 milioni indicato lo scorso novembre che già era più alto del precedente obiettivo di 450 milioni. Sull‘anno in corso l‘intenzione è di mantenere invariata la base costi. “Siamo pronti per cogliere al meglio la ripresa non appena ci sarà; il nostro principale obiettivo e salvaguardare il flusso di cassa”, ha detto il Cfo Marco Giordani nel corso della conference call sui risultati.

Secondo il consensus Thomson Reuters Eikon i ricavi erano attesi a circa a 3,4 miliardi, l‘Ebit intorno a 206 milioni. Gli analisti si aspettavano un risultato netto tra -10 e +10 milioni

L‘indebitamento finanziario netto è sceso con decisione da 1.712,8 milioni di fine 2012 a 1.459,0 milioni. L‘obiettivo per il 2014, ha detto Giordani, è di arrivare a 1,4 miliardi.

RACCOLTA ITALIA NEGATIVA IN PRIMI TRE MESI, MEGLIO APRILE

La raccolta pubblicitaria complessiva in Italia - scesa dell‘11,4% nel 2013 per il gruppo contro il -10% del mercato Tv complessivo - mostra nei primi tre mesi del 2014 “un andamento ancora leggermente negativo, con marcato miglioramento nel mese di aprile”, dice la nota sui conti.

Nel corso della conference call è emerso, in linea con le attese, che la raccolta di Mediaset nel mese di gennaio è cresciuta dell‘1% a fronte di un +1,6% del mercato televisivo italiano nel suo complesso.

“I primi 20 giorni di aprile mostrano un incremento high single digit, ma bisognerà vedere come andrà il periodo di Pasqua”, ha detto Luigi Colombo, direttore generale di Publitalia che ha ricordato anche come aprile 2012 avesse chiuso a -21%.

Dal punto di vista della strategia commerciale, il gruppo ha sottolineato che Publitalia resterà concentrata sulla difesa della redditività, “evitando di inseguire comportamenti ribassisti sui prezzi applicati da alcuni concorrenti (...) anche qualora questo dovesse comportare nel breve riduzioni temporanee di quota di mercato tv”.

“Il risultato del gruppo nel 2014 rimane condizionato dall‘andamento dei mercati pubblicitari italiano e spagnolo, su cui al momento risulta molto difficile produrre stime attendibili”, conclude la nota; né sono giunte indicazioni più specifiche dalla conference call.

PAY TV, NESSUNA RICERCA DI UN PARTNER AL MOMENTO

Smontando le speculazioni che hanno contribuito al forte apprezzamento del titolo negli ultimi mesi, Mediaset ha messo in chiaro che al momento non ha alcun progetto di vendere quote di Mediaset Premium. Anzi, ha sottolineato che anche il progetto annunciato a dicembre di una possibile integrazione delle attività pay italiane e spagnole è ancora allo studio e che nulla è stato deciso.

“Stiamo valutando se ci sono delle sinergie. Nulla ancora è stato deciso”, ha detto Giordani in merito al piano di combinare in un‘unica società Mediaset Premium e il 22% detenuto in Digital Plus. Da capire anche se questa partecipazione aumenterà: Mediaset Espana ha un diritto di prelazione (come l‘altro socio di minoranza Telefonica ) sul 56% in mano a Prisa. “Attendiamo anche di capire cosa deciderà di fare Prisa”, ha ribadito Giordani.

Il progetto di integrazione delle pay Tv del Biscione ha alimentato nel mercato aspettative di possibili operazioni di M&A con altri operatori internazionali del settore, che si sono rafforzate quando il gruppo ha acquisito a caro prezzo i diritti per la Champions League. Giordani ha ribadito che Mediaset ha ricevuto manifestazioni di “interesse non sollecitato” per la pay tv italiana, ma “al momento non c‘è alcun progetto di vendere quote di Premium”.

Nel 2012 i ricavi da attività caratteristica di Mediaset Premium (abbonamenti e carte prepagate) sono cresciuti del 6,6% a 552 milioni.

I clienti Reuters possono leggere il comunicato integrale cliccando su

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