25 marzo 2014 / 12:57 / 3 anni fa

PUNTO 1-Lavoro, Poletti: 2014 di sofferenza. E frena su contratto unico

* Poletti annuncia soluzione definitiva per esodati

* Manca 1 mld per coprire cassa in deroga in 2014 (Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 25 marzo (Reuters) - Il 2014 sarà ancora un anno molto difficile per il mercato del lavoro in Italia, anche se alcuni settori come quello metalmeccanico sono in ripresa.

Lo ha detto oggi il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso di una audizione parlamentare per presentare le linee guida del dicastero.

“Cosa ci aspettiamo per 2014? Sarà ancora un anno di grande sofferenza. Ce lo dice un dato secondo cui, indipendentemente da come andrà il Pil - +0,7, +0,8 o 1, certo sarebbe meglio 1 - la dinamica dell‘occupazione per il 2014 continuerà a essere molto, ma molto pesante”, ha detto Poletti.

Secondo Istat, a gennaio 2014 il tasso di disoccupazione è salito al 12,9%, il livello più alto dal 1977 - a fronte del 12% della zona euro - portando a 3,3 milioni il numero dei senza lavoro.

La disoccupazione giovanile è salita nello stesso mese al 42,4%, toccando anche in questo caso il massimo dal 1977.

“Alcuni dati, anche informali che abbiamo, ci dicono che si materializzeranno alcune ripartenze, il settore metalmeccanico sta riprendendosi”, ha aggiunto il ministro precisando però che nell‘anno in corso “faremo i saldi tra un settore che fa +3 e gli altri che fanno -10”.

Poletti non ha fornito dati sulla ripresa in un settore particolarmente fiaccato dalla crisi. Secondo l‘indagine congiunturale condotta da Federmeccanica, nel quarto trimestre del 2013 l‘attività metalmeccanica ha registrato “un contenuto miglioramento” rispetto al trimestre precedente “sia per quanto attiene la produzione nel suo complesso che la quota indirizzata all‘estero, ma ancora il 40% delle imprese intervistate esprime insoddisfazione per i volumi di produzione realizzati”.

Secondo Istat, nell‘intero 2013 la produzione metalmeccanica è diminuita del 2,7% su anno, e risulta attualmente inferiore del 30,4% rispetto ai livelli precedenti alla crisi del 2008-9.

CONTRATTO UNICO NON ADATTO A TUTTI SETTORI

Il ministro ha poi frenato sulla possibilità di introdurre un contratto unico in Italia, ritenendo che non sia applicabile a tutti i settori, come quelli che si avvalgono del lavoro a chiamata.

“Sul contratto unico bisogna discutere e valutare perché il bisogno di semplificazione è evidente, ma è necessario considerare specifiche situazioni che hanno una propria complessità, per esempio i contratti a chiamata. Abbiamo contingenze specifiche difficilmente compatibili con il contratto unico”, ha detto Poletti.

“Dobbiamo evitare di far finta inserendo il contratto unico e poi una serie di specificità che poi si traducono in 4, 5 contratti. E’ più ragionevole avere una buona e franca discussione sul merito per avere un impianto ordinato”.

Prima della presentazione ufficiale del Jobs Act, sembrava che il governo di Matteo Renzi fosse orientato verso una immediata introduzione del contratto unico, e una riforma degli ammortizzatori sociali che prevedesse una garanzia universale per chi resterà senza lavoro, superando la cassa in deroga.

Su entrambe queste materie, l‘esecutivo ha poi preferito intervenire attraverso un disegno di legge delega, e non per decreto, con tempi dilatati. Per decreto il governo ha previsto invece un innalzamento a tre anni della durata dei contratti a termine senza obbligo di causalità.

Poletti ha avvisato che manca 1 miliardo per finanziare la cassa integrazione in deroga nel 2014, e ha paventato il rischio che, “essendo verso l‘esaurimento gli strumenti ordinari, [la cassa in deroga] diventi il rifugio ultimo per tutto ciò che non trova copertura. Bisognerà concretamente mettere mano a questo problema e avere garanzie di copertura”.

Il ministro ha annunciato un intervento ‘definitivo’ per risolvere il problema degli esodati, ma senza fornire dettagli.

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