24 marzo 2014 / 18:14 / 3 anni fa

Tesoro limita per ora deficit 2014 a 2,6% Pil, da privatizzazioni oltre 0,5% Pil - fonte

ROMA, 24 marzo (Reuters) - Il governo esclude per ora di aumentare l‘indebitamento netto del 2014 oltre il 2,6% tendenziale e punta a rafforzare il processo di privatizzazioni per incassare proventi superiori al mezzo punto di Pil l‘anno indicato a settembre.

Lo riferisce una fonte governativa spiegando a che punto sono i lavori preparatori del Def, il Documento di economia e finanza atteso entro il prossimo 10 aprile.

“Per il momento l‘obiettivo è fermo al 2,6%, non c‘è l‘intenzione” di chiedere all‘Europa un aumento del deficit tendenziale, spiega la fonte.

Appena insediato, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato di voler aumentare l‘indebitamento netto per ridurre l‘Irpef sui redditi medi e bassi.

L‘Europa ha richiamato l‘Italia al rispetto del Patto di stabilità e crescita, escludendo finora margini di flessibilità sui saldi di bilancio.

Da parte sua Renzi si è impegnato a non violare le regole comunitarie.

La Commissione europea sostiene che, al netto del ciclo e delle una tantum, l‘Italia chiuderà il 2014 con un disavanzo pari allo 0,6% del Pil, oltre il margine massimo di 0,5 punti che delimita il pareggio di bilancio. Il deficit strutturale dovrebbe aumentare allo 0,8% nel 2015.

Inoltre, Bruxelles sollecita l‘Italia a garantire che il debito scenda in linea con il Fiscal compact.

Una delle strade che il Tesoro vuole battere per superare le obiezioni europee è il rafforzamento del processo di privatizzazioni.

“Sicuramente il governo vuole accelerare le privatizzazioni, tenendo conto, però, che per le operazioni più complesse i tempi non possono essere brevissimi. Si sta studiando l‘ipotesi di aumentare la stima dello 0,5% del Pil all‘anno, che è molto conservativa”, spiega la fonte.

Di sicuro con il Def il Tesoro sancirà che l‘economia italiana crescerà meno dell‘1,1% indicato lo scorso autunno, quando a Via XX Settembre c‘era Fabrizio Saccomanni.

Il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, ha già annunciato una revisione al ribasso e più in linea con il +0,6% indicato dalla Commissione europea.

La fonte spiega che il Tesoro è orientato a indicare un tasso di crescita leggermente superiore, “+0,7-0,8%”.

(Giuseppe Fonte)

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