February 13, 2014 / 4:13 PM / 3 years ago

PUNTO 3-Pd vota per governo Renzi, Letta lascia

5 IN. DI LETTURA

* Renzi: "Cambiamento radicale" ma con stessa maggioranza

* Segretario consapevole di "rischio personale"

* Direzione Pd lo appoggia con 136 sì e 16 no

* Letta domani al Quirinale per rassegnare dimissioni (Aggiorna con votazione, Letta domani al Quirinale)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 13 febbraio (Reuters) - Il segretario del Pd Matteo Renzi ha ottenuto oggi dalla direzione del suo partito il via libera a un nuovo governo di coalizione, mantenendo la stessa maggioranza di quello guidato da Enrico Letta, che duri sino al 2018 e che attui un "cambiamento radicale", uscendo da quella che ha definito "la palude".

Subito dopo il voto a schiacciante maggioranza in direzione Pd, una nota da Palazzo Chigi ha annunciato che Letta si recherà domani al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Renzi non ha esplicitamente proposto di candidarsi a nuovo premier, ma ha fatto capire che non si tirerebbe indietro, spiegando che non intende affatto smentire chi ha parlato di una sua "ambizione smisurata".

"La direzione del Pd... rileva la necessità e l'urgenza di aprire una fase nuova con un esecutivo nuovo che si ponga l'orizzonte naturale della legislatura da condividere con l'attuale coalizione di governo e con un programma aperto alle istanze rappresentate dalle forze sociali ed economiche", dice il documento approvato con 136 sì, 16 no e due astenuti.

Dopo il suo discorso in diretta streaming, è migliorato sia l'andamento della Borsa di Milano, che ha ridotto il netto calo iniziale chiudendo a -0,17%, sia quello dei Btp a 10 anni.

"E' un credito alle riforme", ha detto un dealer. "Gli investitori esteri vedono Renzi come 'il nuovo Blair'", ha aggiunto un trader.

Letta non ha partecipato ai lavori della direzione, e ha atteso il voto della direzione a Chigi.

Meno di 10 "lettiani" presenti in direzione hanno abbandonato i lavori, per non partecipare alla votazione.

Il vice premier e leader del Nuovo Centro Destra Angelino Alfano, ha convocato una conferenza stampa alle 18,30.

Ieri Letta aveva provato a proporre un rilancio del suo esecutivo con la proposta di un nuovo patto di coalizione chiamato "Impegno Italia", ma non è riuscito a bloccare il conto alla rovescia che il Pd ha avviato, in modo repentino, nei giorni scorsi.

Pd Non Puo' Aspettare "Lento Logoramento"

Nel suo discorso, durato meno di 30 minuti, Renzi ha spiegato che l'alternativa al nuovo esecutivo sarebbero le elezioni anticipate, scartate, però, perché manca ancora una legge elettorale in senso maggioritario.

E' escluso invece a priori "aspettare che si compia un lento logoramento", come consigliava in questi giorni anche una parte dei renziani perchè la riforma elettorale e istituzionale non bastano per dare una risposta alle attese degli italiani.

Un netto cambiamento rispetto a quanto sostenuto alcune settimane fa dal sindaco di Firenze: riforme con maggioranze trasversali senza mettere in discussione il governo.

Nel dibattito in direzione seguito all'intervento del segretario, il sindaco di Torino Piero Fassino ha ricordato gli appelli di Confindustria e sindacati in favore del mondo del lavoro e il governatore del Friuli Venezia-Giulia la situazione sempre più grave di ampi strati della popolazione dopo un calo del 9% del Pil e del 25% della produzione manifatturiera in sei anni.

Renzi ha negato che lo scontro di questi giorni con Letta sia stato un "derby caratteriale" e ha parlato almeno tre volte della necessità di un "cambiamento radicale" nel Paese.

"Mettersi in gioco adesso ha un elemento di rischio personale ma chi fa politica ha il dovere di rischiare in certi momenti", ha detto.

"O il Pd ha un protagonismo forte o questo cambiamento si realizza solo a parole. Oggi abbiamo bisogno di uscire da qui con la disponibilità a uscire dalla palude con un progetto di cambiamento radicale".

Citando "L'Attimo fuggente" (e una poesia di Robert Frost), il segretario ha concluso: "Vi propongo di scegliere la strada meno battuta, credo che sia l'unica soluzione che il Partito democratico si può permettere".

Poche le voci discordanti.

"Non capisco perché sostituendo il premier dovremmo avere un destino diverso", ha detto l'ex concorrente di Renzi alla segreteria, Pippo Civati, parlando di un "passaggio tra la Prima Repubblica e (il film horror) 'Shining'", e annunciando un voto contro il documento.

L'ex presidente del partito Gianni Cuperlo, altro sfidante di Renzi per la leadership del partito nelle primarie di dicembre, ha proposto inizialmente di rinviare la votazione del documento, per poi votare, però, a favore.

- hanno collaborato Paolo Biondi e Roberto Landucci

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