12 febbraio 2014 / 15:58 / tra 4 anni

PUNTO 1-Saccomanni: 8-9 mld in 2014 da cessione Eni, Stm, Poste, Enav

* Saccomanni dice che c‘è interesse per quote Poste ed Enav

* Italia vuole chiedere a Ue flessibilità per ridurre debito

* Fincantieri, aumento di capitale con quotazione (Aggiunge dichiarazioni Saccomanni e contesto)

ROMA, 12 febbraio (Reuters) - Il governo punta ad incassare già nel 2014 8-9 miliardi cedendo quote di Eni, Stm , Poste ed Enav.

La precisazione arriva dal ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, mentre le sorti dell‘esecutivo sono appese al confronto tra Enrico Letta e Matteo Renzi.

“Ritengo possa essere considerata attendibile una stima complessiva di benefici finanziari per lo Stato dell‘ordine di 8-9 miliardi”, ha detto l‘ex direttore generale della Banca d‘Italia descrivendo in Senato “la prima fase” del programma di dismissioni, che “si intende concludere entro l‘anno”.

Il 23 gennaio, durante un‘intervista a Reuters, Saccomanni aveva indicato in 8-10 miliardi i proventi delle cessioni in programma nel biennio 2014-2015 e si era mostrato più cauto su Eni.

Le privatizzazioni sono di importo modesto rispetto agli oltre 2.100 miliardi di debito pubblico totale, ma serviranno al governo per dare “un segnale all‘Europa”, dice Saccomanni.

“Stiamo cercando di trovare modi per ridurre il debito diversi dal taglio della spesa pubblica o dall‘aumento dell‘imposizione fiscale. Questo ci consentirà di discutere in sede europea l‘eventuale flessibilità sui tempi di riduzione del debito che sono piuttosto serrati”.

Il 21 novembre il governo ha detto di voler cedere il 3% di Eni.

Letta ha già firmato i decreti per vendere il 40% di Poste e il 49% di Enav, “anche in più fasi”.

La possibilità di frazionare i collocamenti deriva dall‘esigenza di massimizzare gli introiti per lo Stato.

Saccomanni sottolinea che, fino all‘ingresso in Borsa, “il valore delle società può essere solo stimato, una stima che va verificata sul mercato, anche a tutela dell‘interesse pubblico”.

Il ministro fa l‘esempio di Royal mail, l‘operatore postale del Regno Unito: “Nel giorno del debutto in Borsa il titolo ha guadagnato circa il 40%; attualmente le quotazioni risultano superiori quasi dell‘80% al prezzo dell‘offerta iniziale”.

In ogni caso, Saccomanni ribadisce che “regolamentare, in fase di avvio, la dismissione di quote di minoranza non preclude al governo la possibilità di dismettere in futuro ulteriori quote”.

“Abbiamo indicazioni di alto interesse da investitori italiani ed esteri”.

Altra partita riguarda le cessioni che metteranno in campo le società controllate direttamente e indirettamente dal Tesoro, come Ferrovie dello Stato e Cassa depositi e prestiti (Cdp).

In questo caso gli introiti andranno a beneficio delle società. Tuttavia, Saccomanni dice che in caso di plusvalenze o situazioni di patrimonio ‘eccedente’, “le maggiori risorse potranno essere retrocesse al ministero dell‘Economia”.

Nel caso di Fincantieri, controllata da Cdp attraverso la holding Fintecna, “la riduzione della quota di partecipazione dello Stato potrebbe discendere da un aumento di capitale della società, da realizzare contestualmente all‘operazione di quotazione”.

(Giuseppe Fonte)

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