Bad bank, buona iniziativa ma prezzi riflettano perdite-fonte Ue

martedì 11 febbraio 2014 19:59
 

BRUXELLES, 11 febbraio (Reuters) - La creazione di una bad bank come strumento per ripulire i bilanci delle banche italiane in difficoltà dai crediti in sofferenza è una buona iniziativa, soprattutto se non ricorre a risorse pubbliche, ma i prezzi ai quali vengono ceduti gli asset devono riflettere le perdite relative al credito.

Lo riferisce una fonte della Commissione Ue ricordando che la possibilità di costituire una bad bank cui trasferire attività deteriorate e di difficile valutazione è tra le misure previste dalla direttiva sulla gestione delle crisi degli intermediari (la Bank recovery and resolution directive).

"Naturalmente il vero problema è il prezzo al quale gli asset vengono traferiti alla bad bank", spiega la fonte.

Se il prezzo di cessione riflette le perdite, queste si rifletteranno nei bilanci della banca che tasferisce i crediti ma se invece è più alto andranno a pesare sulla bad bank.

In quest'ultimo caso si verrebbe a determinare una una situazione "non ideale" in quanto le perdite verrebero assorbite dallo Stato o dal resto del sistema bancario (dipende dalla struttura della bad bank) e non dalla singola banca.

Il dibattito attorno alla creazione di una bad bank ove far confluire i crediti deteriorati del sistema bancario si è scatenato dopo le parole del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che sabato scorso ha aperto all'ipotesi di una soluzione di questo tipo senza escludere "interventi più ambiziosi" di quelli finora in cantiere, privati o privato-pubblici, nel rispetto delle norme europee.

Le parole del governatore sono state lette da alcuni osservatori come una possibile luce verde a bad bank di iniziativa statale sul modello di quanto avvenuto in Spagna e Irlanda. Tuttavia ieri è intervenuto il Ministero dell'economia precisando che sono positive tutte le iniziative sul tema della gestione dei crediti deteriorati ma senza l'utilizzo di fondi statali o comunitari.

Oggi l'Ad di UniCredit, Federco Ghizzoni ha dichiarato di non avere mai ricevuto una proposta sull'ipotesi di creazione di una bad bank di sistema e l'ipotesi di garanzie pubbliche non è un tema in discussione.

UniCredit si è già mossa per allegerire il peso dei crediti deteriorato cedendo a dicembre asset per 1,65 mld di euro e sta lavorando con Intesa Sanpaolo e Kkr ad un progetto sui crediti ristrutturati.   Continua...