February 11, 2014 / 4:19 PM / 4 years ago

PUNTO 2-Saipem, Ebit 2013 -98 mln sotto target, pesa rallentamento nuove commesse

6 IN. DI LETTURA

* Società stima ebit 2014 fra 600 e 750 milioni

* Ad Vergine: "2014 sarà anno di transizione"

* Inchiesta Procura Milano su Algeria estesa di sei mesi

* In Borsa titolo cede il 3,44% a 15,98 euro (Aggiunge dichiarazioni da conference call)

di Giancarlo Navach

MILANO, 11 febbraio (Reuters) - Il rallentamento sia nell'assegnazione di nuove commesse sia nell'esecuzione di alcuni contratti già in portafoglio causa a Saipem un nuovo scostamento dei risultati rispetto a quanto annunciato al mercato fino a ottobre scorso: il 2013 si è chiuso con un ebit in rosso per 98 milioni a fronte di una guidance della società a break even, così come la perdita netta si attesta a 404 milioni da stime precedenti intorno a 300-350 milioni.

Il mercato non ha gradito e ha penalizzando il titolo che ha lasciato sul terreno il 3,44% a 15,98 euro. "I risultati sono peggiori delle attese relativamente all'ebit 2013, stimato a break even, mentre anche le stime sul 2014 sono più basse rispetto alla parte alta del consensus", osserva un analista di una banca d'affari italiana. Secondo un altro, "nel complesso si tratta di risultati molto deboli".

Quanto all'inchiesta della Procura di Milano per presunta corruzione su alcuni contratti in Algeria che vede coinvolta Saipem e anche l'Ad della controllante Eni, Paolo Scaroni, oggi è emerso che è stata estesa di sei mesi. Inoltre, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha esteso alla fine di maggio il tolling agreement, stipulato da Saipem. In pratica, è stato allungato il termine di prescrizione applicabile a eventuali violazioni di leggi federali degli Stati Uniti in relazione ad attività pregresse di Saipem e relative subsidiaries. A tal proposito, i vertici del gruppo "non ritengono che gli Usa possano avere una giurisdizione sull'Algeria" e "non hanno una stima su possibili oneri".

Tornando ai conti, la società di ingegneristica e costruzioni ha chiuso l'anno con un risultato netto negativo per 159 milioni, a seguito della riesposizione del bilancio 2012 in linea con le indicazioni della Consob, mentre in continuità di esposizione la perdita si attesta a 404 milioni. In altri termini, la società ha riesposto "i prospetti di stato patrimoniale in cui il patrimonio netto al 31 dicembre 2012 è inferiore di 245 milioni, che comporta un aumento dei ricavi 2013 pari a 245 milioni".

Per l'esercizio 2013 non è previsto il pagamento di alcun dividendo. Mentre, relativamente al bilancio 2014, l'Ad, Umberto Vergine, ha detto agli analisti nella conference call che "dipenderà da quello che deciderà il Cda, considerando i nostri risultati, e (la decisione) sarà legata al livello dei profitti raggiunti".

Nel 2013 i ricavi si attestano a poco più di 12 miliardi secondo il bilancio pro-forma in continuità (salgono a 12,256 miliardi secondo le indicazioni della Consob). L'ebit, -98 milioni nel pro-forma, è positivo per 147 milioni secondo le indicazioni della Consob.

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2013 ammonta a 4.707 milioni di euro, con un incremento di 429 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2012.

L'acquisizione di nuovi ordini nel 2013 è pari a 10.653 milioni di euro (13.391 milioni nel 2012), mentre nei primi due mesi del 2014 la società ha acquisito nuovi contratti per circa 800 milioni.

Saipem sottolinea che "il risultato operativo del 2013 è stato di 98 milioni inferiore alla guidance principalmente a causa di eventi che si sono manifestati negli ultimi due mesi dell'anno. In particolare ha inciso il rallentamento nell'assegnazione di nuove commesse. In aggiunta, alcuni contratti già in portafoglio hanno subito un rallentamento nella loro esecuzione rispetto a quanto precedentemente preventivato". Il gruppo guidato da Umberto Vergine evidenzia, tuttavia, che si tratta di "un posticipo del riconoscimento sia dei ricavi che dei margini, oltre che il mancato assorbimento dei costi fissi di struttura".

A novembre un progetto di E&C offoshore in Angola ha registrato extra costi imprevedibili pari a 30 milioni a causa di un imprevisto tecnico. Inoltre, ha contribuito negativamente al risultato operativo, per circa 20 milioni, la svalutazione di alcune poste dell'attivo patrimoniale. Il mancato raggiungimento della guidance, spiega il comunicato, è perciò ascrivibile per circa il 50% a un effetto di slittamento di ricavi e margini agli anni successivi

"Guidance Prudenziale" Su 2014

Passando al 2014 - anno definito dall'Ad "di transizione, in cui dovremo ancora gestire una porzione importante di contratti a bassa marginalità ultimando la loro esecuzione e la rinegoziazione di alcuni termini contrattuali" - la società prevede un ebit compreso fra 600 e 750 milioni e un utile netto fra 280 e 380 milioni su ricavi fra 12,5 e 13,6 miliardi.

Anche in questo caso, come già accaduto per il secondo semestre 2013, la società rileva che "l'allungamento dei tempi nelle assegnazioni dei contratti da parte delle Oil companies ha comportato una ridotta visibilità sulla possibile evoluzione del portafoglio ordini e conseguentemente una maggiore difficoltà di previsione di ricavi e margini associati ai progetti in corso di aggiudicazione". Di qui la scelta di una guidance prudenziale. Tutto dipenderà dall'esito delle gare in corso, dalla loro tempistica di asssegnazione nonché dall'inizio delle attività ad esse associate.

Nonostante questa incertezza, il livello di investimento è previsto in circa 750 milioni e l'indebitamento finanziario netto a circa 4,2 miliardi, emtrambi in riduzione rispetto al 2013.

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