Banche, bond senior probabilmente non coinvolti da Bce in bail-in -Fitch

martedì 11 febbraio 2014 11:39
 

11 febbraio (Reuters) - A parere degli investitori europei il debito bancario di categoria senior non dovrebbe essere a rischio default in caso un istituto di credito non riuscisse a superare i test della Banca centrale europea.

E' il risultato di un sondaggio trimestrale condotto a gennaio da Fitch Ratings.

Perché sull'indebitamento senior si concretizzi il rischio dovrebbero verificarsi contemporaneamente diverse condizioni: la banca dovrebbe non soltanto ottenere la bocciatura delle prove Bce ma qualificarsi come adatta per il meccanismo di soluzione e presentarsi con un insufficiente livello di debito junior.

A livello complessivo, una percentuale di 69% degli investitori interpellati ritiene che il debito senior non sarebbe a rischio insolvenza in un simile scenario di stress. I motivi sono però diversi: a parere del 39% questo non avverrà perché il meccanismo di 'bail-in' - che prevede la partecipazione degli obbligazionisti ai costi di salvataggio di una banca - non sarà operativo fino al 2016 e fino ad allora resteranno attivi 'backstop' nazionali o europei. Il restante 30% degli investitori interpellati ritiene invece che il debito senior non risentirà in alcun modo finché non si fa ricorso allo scudo europeo.

Un ultimo 31% dei sondati prevede invece che anche gli obbligazionisti senior saranno coinvolti nei costi di eventuali salvataggi bancari: il 22% perché ritiene si preferirà un meccanismo di bail-in all'utilizzo di fondi pubblici e il restante 9% è del parere si farà ricorso ad altre formule come la 'banca ponte' con un onere sugli obbligazionisti senior.

Il risultato del sondaggio testimonia l'elevato livello di incertezza derivante da una situazione ancora estremamente fluida sul fronte normativo, della vigilanza e della dinamica politica ed economica del futuro sostegno pubblico ai creditori senior delle banche.

La direttiva Ue chiamata 'Bank Recovery and Resolution' dovrebbe ricevere ad aprile il via libera del parlamento europeo. Qualsiasi nuovo strumento di 'soluzione' conterrà comunque un elemento di flessibilità, dal momento che una delle condizioni richieste è che l'intervento avvenga "nel pubblico interesse".

Fitch è del parere che le esigenze patrimoniali evidenziate dai test Bce saranno principalmente coperte con capitali privati. Gli istituti che non fossero in grado di ricapitalizzarsi dovrebbero rivolgersi in primo luogo ai backstop nazionali, che secondo la nuova normativa Ue sugli aiuti di Stato potrebbero comportare costi per gli obbligazionisti junior.

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