11 febbraio 2014 / 10:54 / 4 anni fa

PUNTO 2-Svizzera, governo non accetti dimezzamento ristorni - Maroni

(Aggiorna con dichiarazioni Maroni)

MILANO, 11 febbraio (Reuters) - Il governo non deve accettare la richiesta della Svizzera di dimezzare i ristorni fiscali dei frontalieri italiani.

Lo ha detto a margine di un convegno a Milano il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, che nel pomeriggio ha incontrato il premier Enrico Letta sul tema.

“Il governo non metta mano alla revisione dell‘accordo italo svizzero sui ristorni ai comuni lombardi accettando la richiesta della Svizzera di dimezzare questi ristorni: sono centinaia di milioni che i comuni lombardi perderebbero”.

Al momento, in base a un trattato risalente all‘ottobre 1974, il 38,8% delle tasse pagate dai frontalieri italiani che lavorano oltreconfine viene riversata all‘Italia, destinata a comuni di frontiera, secondo il meccanismo dei cosiddetti ristorni.

Maroni ha detto che nell‘incontro pomeridiano avuto con il premier, Letta gli ha assicurato che la Regione Lombardia sarà coinvolta nelle trattative sulla revisione dell‘accordo, una richiesta ribadita più volte da parte dello stesso Maroni.

Durante l‘incontro, il presidente della Regione Lombardia ha parlato anche della cosiddetta zona franca che prevede una fiscalità per le imprese allineate a quella della Svizzera.

“C‘è un disegno di legge in discussione al Senato che riguarda le agevolazioni fiscali per la zona di Gioia Tauro e questo strumento potrebbe essere utilizzato per inserire anche gli sconti fiscali alle imprese lombarde sul confine”, ha spiegato Maroni.

Maroni si è detto non preoccupato nell‘immediato delle ricadute dell‘esito del referendum svizzero che prevede la reintroduzione di quote sull‘immigrazione.

Nel dossier dei negoziati fiscali tra Roma e Berna, incentrati sulla regolarizzazione dei capitali italiani nascosti oltreconfine, ancora senza esito, figura anche la revisione del trattato sui frontalieri, per i quali il referendum prevede l‘introduzione di contingenti.

Il timore ventilato da Maroni è che l‘Italia sacrifichi nella trattativa lo status dei frontalieri, in cambio di maggiori garanzie rispetto allo scambio di informazioni sui conti bancari in Svizzera.

“Siccome la questione non riguarda solo i conti ma la sussistenza stessa del bilancio dei Comuni lombardi, penso sia utile che a trattare sia chi ha una visione complessiva e non solo dei conti”, ha spiegato Maroni, che ha inoltre preannunciato un incontro con il governatore del Canton Ticino Paolo Beltraminelli.

Tutte le forze politiche ticinesi, alla vigilia della visita del ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni in Svizzera alla fine di gennaio, hanno chiesto formalmente al Consiglio federale di rivedere, nel quadro delle trattative con l‘Italia, un accordo considerato “obsoleto e dannoso”.

In Ticino secondo gli ultimi dati ufficiali relativi al terzo trimestre 2013, i lavoratori frontalieri italiani, che mediamente accettano salari più bassi rispetto agli svizzeri, complice la crisi vissuta dall‘economia italiana sono aumentati in un anno del 4,6%.

Le adesioni al referendum nel Canton Ticino Sull‘introduzione di contingenti per gli immigrati e i lavoratori stranieri hanno sfiorato il 70%, contro una media nazionale del 50,3%.

(Sara Rossi, Elvira Pollina)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below