10 febbraio 2014 / 16:03 / 4 anni fa

Mps, Eba in stress test considera impegni banche presi con Ue

di Stefano Bernabei

ROMA, 10 febbraio (Reuters) - Gli stress test a cui sarà sottoposta banca Mps e altre decine di banche in Europa che hanno, come la banca senese, piani di ristrutturazione approvati dalla Ue, saranno un po' meno stressanti almeno per le assunzioni di partenza.

Lo prevede una clausola prevista al punto 25 del comunicato dell'Eba dello scorso 31 gennaio, che per Mps e per le altre austriache, tedesche o spagnole, nella sua stessa situazione, stresserà non i dati di bilancio fermi al 31 dicembre del 2013 - come previsto per tutte le altre banche del campione di 124 istituti - ma i bilanci 2014, 2015 e 2016 tenendo conto degli obiettivi di piano.

In un certo senso, anziché stressare, con uno scenario che verrà comunicato in aprile, i dati di bilancio del 2013 proiettandoli sui tre anni successivi, per questi istituti - che hanno chiesto aiuti di Stato a fronte di un impegno a ristrutturare - verranno utilizzati i dati di evoluzione di alcune variabili contenute nel piano, come lo stock di titoli sovrani o le attività ponderate per il rischio.

I dettagli di come in effetti potranno essere computati questi numeri nell'esercizio non sono stati comunicati, ma la lettura unanime che se ne ricava da autorevoli osservatori è che sia una buona notizia per questi istituti.

"Per le banche che hanno ricevuto aiuti di Stato approvati dall'Ue, come nel caso di Mps, lo stress test viene effettuato non sul bilancio al 31-12-2013 ma sul conto economico e sullo stato patrimoniale indicati nel piano di ristrutturazione", ha spiegato a Reuters una fonte del ministero dell'Economia a cui è stata chiesta una interpretazione di questa nota dell'Eba.

"E'evidente che questo approccio valuta gli effetti della banca così come si proietta nel futuro grazie al piano di ristrutturazione, con esiti per definizione migliori di quelli desumibili dalla condizione di partenza", ha aggiunto.

Del resto queste banche, a fronte degli aiuti pubblici ricevuti, hanno dovuto prendere impegni vincolanti con la Commissione attraverso i loro governi, con procedure che sono durate diversi mesi e che impongono tempi di realizzazione e sanzioni per i ritardi.

Una fonte di Bankitalia spiega poi a Reuters la ratio di aver previsto questo criterio.

"L'ipotesi di costanza del bilancio potrebbe influenzare quei gruppi bancari che, per vincoli esterni (come nel caso di piani di ristrutturazione e/o derisking da rispettare, approvati dalle autorità), siano costretti a modificare in modo sensibile il proprio bilancio nell'arco di tempo preso in considerazione dall'esercizio stesso", dice la fonte.

L'effetto prevedibile sarà che verranno stressate variabili, come il CET1 ratio - che sotto stress dovrà restare sopra il 5,5% - che già incorporano i benefici previsti nel piano di ristrutturazione. "La riduzione delle attività impatta sul denominatore del coefficiente patrimoniale (le attività ponderate per il rischio), riducendolo. Questo effetto determina, a parità di risorse patrimoniali, un aumento meccanico del coefficiente patrimoniale", dice la fonte di via Nazionale, che ricorda come questa eccezione all'assunzione static balance sheet "è stata permessa in passato a banche oggetto di misure di ristrutturazione in seguito a interventi pubblici". Non solo al Monte dei Paschi quindi.

Dalla banca senese non ci sono commenti, se non quello, generale, dell'AD Fabrizio Viola al Forex di sabato a Roma in cui dice che è troppo presto per valutare gli effetti dell'esercizio di revisione degli attivi, in corso di svolgimento e che servirà da base per gli stress test.

Di sicuro, la possibilità di utilizzare gli obiettivi di piano non ha collegamento con l'aumento di capitale che Siena spera di lanciare prima dell'estate e che servirà a sostituire, senza modificarne alla fine la dotazione, con capitale fresco 3 dei 4,1 miliardi di aiuti di Stato ricevuti e pagati con un interesse del 9,5%.

Le variabili che quindi maggiormente potrebbero essere impattate da questa misura, sono per Mps il portafoglio di Btp - un rischio di esposizione ai bond sovrani che Eba misurerà per valutare se serve capitale aggiuntivo - e le attività ponderate per il rischio (RWA), che devono essere coperte da capitale di migliore qualità e che quindi più si riducono più dimuiscono il rischio di fallire l'esercizio.

Per i Btp, il piano industriale di Mps prevede un dimagrimento di 6 miliardi dell'ingente stock in portafoglio - quindi un minor rischio di assorbimento di capitale - da 23 miliardi a 17 miliardi a fine piano.

Anche le RWA sono previste in discesa da 93 miliardi del 2012 a 81 circa nel 2017, grazie alle iniziative di deleveraging.

Una fonte che sta seguendo da vicino questo dossier, concorda con questa interpretazione e spiega poi che l'applicazione concreta di questo approccio spetterà alla Banca centrale europea di Mario Draghi.

"Per queste banche l'esercizio terrà conto degli obiettivi di piano. E' normale che per una banca che ha già un piano con delle azioni che ha già presentato [prima del 31/12/2013], non può valere l'assunzione di base di un bilancio statico".

Chi deciderà nel concreto come applicare questo criterio all'esercizio sarà la Bce, nel suo nuovo ruolo di supervisore unico.

"L'autorità di vigilanza competente, per le banche della zona dell'euro, inclusa Monte dei Paschi, sarà la Bce, anche se formalmente assumerà questo incarico il primo novembre", dice la fonte, ricordando che dal primo novembre il supervisore unico sarà il SSM (Single supervisory mechanism).

"Prima di questa data in cui legalmente diventa supervisore unico, il regolamento che stabilisce l'Ssm prevede che la Bce debba condurre l'Aqr e lo stress test".

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