8 febbraio 2014 / 15:23 / tra 4 anni

PUNTO 1-Credito, fondo centrale garanzia soluzione interessante per rilancio-Ghizzoni

(Aggiunge dichiarazioni Ghizzoni)

ROMA, 8 febbraio (Reuters) - Un fondo centrale di garanzia per sostenere il credito bancario alle imprese, in particolare alle medio-piccole, può essere una soluzione interessante.

Lo ha detto il Ceo di UniCredit Federico Ghizzoni nel corso dell‘Assiom/Forex a Roma.

“Con un fondo centrale di garanzia c‘è la possibilità di avere una copertura fino alla metà del rischio consentendo alle banche di ridurre l‘assorbimento di capitale e praticare prezzi migliori”, ha spiegato Ghizzoni.

Questo meccanismo “non impatta sui costi dello Stato e la garanzia erogata non fa parte del debito se non nel caso in cui il cliente diventa insolvente ma parliamo di qualche punto percentuale negli anni. Quindi con un costo minimo si consentirebbe al sistema di erogare di più”, ha aggiunto.

Ghizzoni, ricordando che UniCredit è promotrice di questa idea “da diversi mesi”, ha osservato come lo scenario del credito sia “spaccato in due”.

“Una serie di aziende che sono vincitrici di questa crisi perché hanno un prodotto valido, vanno sui mercati esteri e hanno una crescita a doppia cifra e quindi spesso non hanno una grossa necessità di credito”, ha spiegato.

“Poi ci sono aziende - ha proseguito - che ancora non hanno una struttura patrimoniale robusta e su queste aziende oggi, un po’ per fattori esterni un po’ per fattori di rischio, le banche non potranno più erogare credito con la stessa facilità di un tempo”.

Ghizzoni ha poi ricordato che il fondo centrale di garanzia “è una soluzione adottata in altri paesi come la Germania dove è utilizzata massicciamente nonostante l‘economia tedesca non abbia i problemi di quella italiana”. Il governo tedesco ha predisposto il fondo KFW con un potenziale di garanzia fino a 400 miliardi di euro.

Dal punto di vista di UniCredit, Ghizzoni ha ribadito che per il 2014 è stato affidato alle filiali italiane ed europee un budget in crescita rispetto al 2013 ma “bisogna avere il coraggio di essere selettivi”.

“In passato è stato concesso credito anche ad aziende che hanno distrutto valore. Quindi non è vero che il credito genera ripresa”, ha aggiunto sottolineando come per il tema dei crediti non performing, la via d‘uscita è “affrontarlo di petto e anche in maniera dolorosa”.

“Che si chiami bad bank o in altro modo non è importante”, ha concluso.

(Gianluca Semeraro)

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