8 febbraio 2014 / 14:22 / 4 anni fa

Bad bank, banchieri cauti su invito Visco a interventi ambiziosi

ROMA, 8 febbraio (Reuters) - L'invito del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, lanciato dal palco del ventesimo congresso Assiom/Forex, a percorrere strade più ambiziose nella razionalizzazione e gestione dei crediti deteriorati delle banche italiane, viene accolto con prudenza dai banchieri e non tutti sembrano interessati a soluzioni di sistema.

"Io credo che le banche di una certa dimensione siano in grado di gestire le soluzioni sui crediti da sole. Le altre magari possono avere interesse a valutare ipotesi di aggregazioni", ha detto il Ceo di UniCredit Federico Ghizzoni. "Nessuno ci ha proposto una bad bank di sistema", ha poi aggiunto.

Le parole di Visco, che comunque ha espresso apprezzamento per le iniziative sul fronte crediti problematici già avviate, sono state intepretate come invito a percorrere anche soluzioni miste tra pubblico e privato per la costituzione di bad bank.

Di sicuro, ha detto a Reuters il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi, l'Italia non può permettersi il modello di bad bank spagnolo finanziato con soldi del fondo europeo salva-stati.

"Di sicuro interventi di bad bank 'alla spagnola' non ce li possiamo permettere perchè implicherebbero interventi pubblici", ha detto.

Secondo Pier Francesco Saviotti, Ad di Banco Popolare , quella di Visco è stata "un'apertura importante e rilevante".

"Questo passaggio mi ha colpito più di tutti - ha detto a proposito del discorso del governatore - e fa nascere la domanda se sia gestibile una bad bank a livello nazionale. Se così fosse sarebbe la soluzione". Il banchiere però ricorda anche come "in passato non se n'è mai voluto parlare".

Samuele Sorato, dg di Popolare Vicenza parla di "progetto interessante". "Le dismissioni di crediti non possono essere fatte da una banca stand alone", ha spiegato. "Oggi le strutture dei crediti delle banche purtroppo sono impegnate sui crediti anomali, sul recupero e sui contenziosi più che sul core business. Quindi cedere o far gestire ad altri il credito anomalo libererebbe risorse per il credito in bonis", ha detto.

Fabrizio Viola, Ceo di Monte Paschi, preferisce una linea di prudenza. "Credo sia troppo presto per dire che sia una possibilità, se ne sta iniziando a parlare adesso e credo ci siano diversi aspetti tecnici da approfondire", ha detto invitando sul tema a evitare eccessive semplificazioni.

Cauto il commento del presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro secondo cui il governatore "non ha voluto indicare una soluzione definita ma ha espresso disponibilità a valutare varie ipotesi".

Dello stesso tenore il presidente dell'Abi Antonio Patuelli: "Mi sembra che quello del governatore sia un segnale di apprezzamento per iniziative di mercato che si stanno affacciando in questi giorni e di incoraggiamento a favorire una accelerazione delle soluzioni per lo stock dei crediti incagliati".

(Gianluca Semeraro)

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