February 5, 2014 / 4:13 PM / 3 years ago

SCHEDA - Bce, le opzioni per far fronte a minaccia deflazione

6 IN. DI LETTURA

5 febbraio (Reuters) - Il brusco e inatteso raffreddamento dell'inflazione della zona euro, che viaggia a gennaio su valori ben al di sotto dell'obiettivo Bce, mette in primo piano per il consiglio mensile sui tassi di domani il dossier del rischio deflazione.

Se molto probabilmente prima di adottare alcun provvedimento a riguardo l'Eurotower preferirà attendere l'aggiornamento delle stime trimestrali dello staff in arrivo a marzo, la dinamica stessa dei prezzi al consumo al tasso annuo di 0,7% evidenzia il concretizzarsi della minaccia deflativa.

Al termine del consiglio mensile di gennaio Mario Draghi ha prefigurato il delinearsi di due scenari che renderebbero necessario un intervento di politica monetaria: un peggioramento delle prospettive di medio termine sull'inflazione e un'immotivata tensione sui tassi brevi del mercato monetario.

L'istituto centrale ha almeno in teoria discusso di una serie di opzioni da eventualmente introdurre, ciascuna naturalmente con i relativi benefici e ricadute negative.

Di seguito un quadro delle principali munizioni a disposizione nei suoi pro e contro.

Taglio Tassi Interesse

Con un riferimento principale già ai minimi storici di 0,25%, i margini di intervento sulla leva dei tassi sono limitati. Condotto a gennaio, l'ultimo sondaggio Reuters presso gli analisti scommette su tassi invariati fino a giugno 2015.

In caso optasse per un taglio si tratterebbe comunque di un ritocco inferiore a un quarto di punto, per esempio una limatura a 0,1%. Una simile misura avrebbe valore soprattutto simbolico senza benefici di rilievo sull'economia reale.

Un secondo strumento è il tasso sui depositi marginali, attualmente pari a zero: portandolo in territorio negativo le banche sarebbero incentivate a finanziare il settore privato. La Bce si dice ormai da mesi tecnicamente pronta. Il precedente della banca centrale danese, che ha adottato un simile provvedimento nel 2012, insegna però che le banche - penalizzate dal costo di parcheggiare i fondi presso l'istituto centrale - hanno reagito con un rincaro dei tassi sui finanziamenti alle imprese.

Sospensione 'Sterilizzazione' Programma Smp

Francoforte ha valutato la possibilità di sospendere le operazioni settimanali di 'sterilizzazione' - un drenaggio dell'importo corrispondente ai rimborsi dei titoli di Stato sottoscritti durante la crisi del debito secondo il programma 'securities markets programme', ormai chiuso. La misura si tradurrebbe in un'iniezione di circa 175 miliardi di fondi per il sistema delle banche dei diciotto paesi euro e potrebbe favorire una distensione dei tassi a breve sul mercato monetario.

Uno degli ostacoli all'introduzione di un simile provvedimento è l'attesa che la Corte costituzionale tedesca si pronunci sul nuovo programma 'omt', annunciato ormai nel 2012 al culmine della crisi, che prevede acquisti "illimitati" di titoli di Stato dei paesi più colpiti dalla speculazione. Se la Corte giudicasse il programma nella casistica degli aiuti ai singoli Stati si trattebbe di una violazione della legge federale.

Anche per il programma 'omt' finora mai utilizzato è prevista una sterilizzazione degli acquisti.

Ltro

Tra fine 2011 e inizio 2012 la Bce ha letteralmente inondato di fondi il sistema, iniettando oltre 1.000 miliardi con una duplice operazione 'ltro' a tre anni. I due finanziamenti hanno messo a disposizione delle banche un elevato livello di liquidità contribuendo alla distensione del mercato monetario. Le banche stanno però ormai da tempo rimborsando i fondi 'ltro', dunque nulla garantisce siano pronte a sottoscrivere una nuova offerta, soprattutto in vista dell'asset quality review della stessa Bce che chiede agli istituti di riordinare il bilancio.

Quantitative Easing

Un allentamento quantitativo equivale a stampare moneta, facendo arrivare fondi all'economia reale. Acquistando titoli di Stato sul secondario la Bce ne favorirebbe la discesa dei rendimenti placando eventuali tensioni sul mercato. L'aumento dell'offerta di moneta dovrebbe inoltre sostenere la dinamica dei prezzi al consumo fugando il rischio deflazione.

Per quanto sia lo schema da tempo adottato da Federal Reserve, Banca del Giappone e Banca d'Inghilterra, sembra che molti consiglieri Bce abbiano al riguardo profonde riserve, prefigurando le difficoltà della successiva 'exit strategy'. Sembrano inoltre esserci dubbi sull'efficacia stessa del 'qe': si ritiene che la ripresa della locomotiva Usa sia da mettere in relazione alla ben più rapida 'pulizia' del settore bancario più che al sostegno Fed.

Rafforzamento 'Forward Guidance'

La Bce si è impegnata a mantenere il costo del denaro "sui livelli attuali o persino inferiori per un periodo prolungato". Su quanto questo equivalga in termini temporali Francoforte non ha mai fornito precisazioni.

In modo da favorire un ancoraggio delle aspettative di inflazione la Bce potrebbe innalzare i toni. Lo ha fatto Federal Reserve agganciando la futura dinamica dei tassi al livello di disoccupazione, il mandato Bce parla però di garantire la stabilità dei prezzi, non di sostenere l'economia in senso più ampio. L'Eurotower potrebbe essere ulteriormente demotivata dal recente caso di Banca d'Inghilterra, la cui 'forward guidance' introdotta soltanto ad agosto si è rivelata virtualmente obsoleta già il mese scorso a fronte dell'inatteso calo del tasso di disoccupazione, arrivato in prossimità del target di 7% - livello che potrebbe far scattare un rialzo dei tassi e che la banca centrale contava potesse essere raggiunto soltanto nell'arco di anni.

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