Telecom Italia, a cda 6/2 analisi ipotesi riforma governance - fonti

martedì 4 febbraio 2014 16:47
 

MILANO, 4 febbraio (Reuters) - Il prossimo consiglio di Telecom Italia è destinato a sancire la situazione di stallo in cui si trova il gruppo, proseguendo nei passaggi necessari per affrontare un'eventuale offerta per Tim Participacoes, di cui però non si vedono segnali, e senza prendere decisioni sulla governance. E' attesa piuttosto una analisi preliminare delle diverse forme di governance possibili.

Lo dicono alcune fonti vicine alla situazione in attesa della riunione del 6 febbraio, aggiungendo che le decisioni sono rinviate all'assemblea di aprile che dovrà rinnovare il consiglio di amministrazione o subito dopo.

"Tutto è rimandato ad aprile (per il rinnovo del consiglio)", dice una fonte vicina alla vicenda. "Non penso succederà nulla di significativo prima di allora. Mi sembra che in Brasile non si stia materializzando niente di concreto e sulla governance temo dovremo aspettare...".

Una seconda fonte vicina alla vicenda dice che "il consiglio di giovedì (6 febbraio) porterà i risultati dell'analisi sulle migliori pratiche di governance e su cosa è possibile fare in Italia", ma ritiene "improbabile" che ci sia una decisione.

L'attuale consiglio di amministrazione, che l'azionista Marco Fossati ha cercato di sfiduciare senza successo il 20 dicembre 2013, scade infatti ad aprile.

Fossati, che il 20 dicembre ha raccolto il 23% del capitale intorno alla sua proposta, ha chiesto, in una lettera al cda, che venga introdotto un principio di proporzionalità pura nel voto per la nomina del consiglio, quindi modificando la situazione attuale che prevede che i quattro quinti del cda provengano dalla lista di maggioranza.

Telco, che con il 22,4% di Telecom Italia ha la quota di riferimento del gruppo, è partecipata, in termini di diritti di voto, da Telefonica con il 46,18%, da Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l'11,62% ciascuna e da Generali con il 30,58%.

Il cda Telecom Italia si è riunito il 16 gennaio, ma il consigliere Tarak Ben Ammar, al termine dei lavori, ha detto che la governance non cambierà prima dell'assemblea di aprile, affermando che lo statuto è materia per gli azionisti e non per il consiglio.

Per quanto riguarda il Brasile, sempre il 16 gennaio, si è avviata la procedura per nominare un comitato ad hoc per valutare un'eventuale offerta sulla controllata brasiliana Tim Participacoes, in linea con la procedura con parti correlate. "Si faranno ulteriori passi per rendere operativa quella decisione", dice la fonte.   Continua...