Electrolux chiede aiuto governo per ridurre costo lavoro - Ad Ferrario

martedì 4 febbraio 2014 16:00
 

ROMA, 4 febbraio (Reuters) - Electrolux non ha intenzione di lasciare l'Italia ma la produzione di lavatrici, realizzata a Porcia (Pordenone), è in perdita a causa del costo del lavoro eccessivo e, per essere mantenuta, serve un contributo del governo per prorogare la formula delle 6 ore lavorate più 2 ore di solidarietà.

Lo ha detto in una audizione parlamentare l'Ad in Italia della multinazionale svedese, Ernesto Ferrario, ribadendo l'obiettivo di ridurre di 3 euro il costo dell'ora lavorata pari all'8-9% subito, che diventa circa il 15% nel triennio del piano.

"Non vogliamo lasciare l'Italia. Non vogliamo arrivare al costo del lavoro di Polonia o Romania, un target del 15% ci sembrava raggiungibile. In Spagna, per esempio, hanno tagliato del 10%", ha detto Ferrario in commissione Industria del Senato.

Quanto alle stime del sindacato, secondo cui al 15% annunciato si aggiunge un altro taglio del salario del 25% determinato dalla volontà dell'azienda di ridurre a 6 le ore di lavoro giornaliere, rispetto alle attuali sei più due di solidarietà, il manager ha detto: "Non vogliamo ridurre l'orario a sei ore, e comunque non potremmo farlo per legge. La nostra richiesta è di prolungare il 6+2 con il contributo di solidarietà del governo".

"L'aumento del 40% è una cifra estrapolata dal sindacato ma non c'è un singolo documento dove abbiamo chiesto questo. Noi abbiamo chiesto la solidarietà per mantenere il 6+2", ha aggiunto.

Il manager ha detto che oggi ha avuto un incontro al ministero dello Sviluppo. "Abbiamo un nuovo meeting [con governo e sindacati] il 17 febbraio. Speriamo che gli altri arrivino con una proposta concreta. Se non si può cambiare niente noi non riusciamo a cambiare niente".

"Se non riceviamo informazioni andiamo a un piano annuale, non possiamo fare un piano quinquennale".

Nel documento diffuso ieri, Electrolux si è impegnata a presentare anche un piano industriale per Porcia, finora assente, il 17 febbraio.

(Francesca Piscioneri)   Continua...