February 4, 2014 / 12:32 PM / 3 years ago

Banche Popolari, Ubi-Creval e Bper-Bpm fusioni ideali - Mediobanca Sec

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MILANO, 4 febbraio (Reuters) - Una fusione tra Ubi e Creval e tra Pop Emilia e Pop Milano rappresenta la combinazione ideale in una possibile seconda ondata di M&A nel mondo delle banche popolari con un crescita dell'eps per entrambe stimato al 34% nel 2016.

Lo afferma Mediobanca Securities in un lungo studio nel quale vengono affrontati diversi argomenti che interessano le banche popolari attualmente e i possibili scenari.

Il settore è al centro delle attenzioni del mercato, da una lato per i timori di ricapitalizzazioni e sui risultati dell'asset quality review della Bce, e dall'altro per gli aspetti più speculativi legati alle possibili evoluzioni in termini di governance e di aggregazioni.

Secondo il broker operazioni di fusioni tra grandi banche popolari sono improbabili nel breve termine in quanto in una prima fase l'M&A vedrebbe come protagonisti istituti di piccole dimensioni come Banca Etruria e Veneto Banca, i primi target della moral suasion della Banca d'Italia.

In questi ultimi casi le attese fusioni con una grande popolare, sarebbero, secondo gli analisti di Mediobanca, poco significative per modificare lo scenario dell'intero settore. Inoltre, nel caso di Banca Etruria non si creerebbero importanti sinergie, mentre nel caso di Veneto Banca potrebbero esserci impatti negativi sui requisiti di capitale dell'entità combinata.

Tuttavia, possibili deal attorno a queste due banche potrebbero avere un effetto a cascata nell'intero settore stimolando operazioni analoghe nel medio termine con un impatto maggiore nel settore.

"In termini generali, consideriamo un consolidamento possibile nel medio termine, ma siamo anche consapevoli del fatto che è improbabile che la strada sia in discesa", commenta Mediobanca.

"Dopo avere analizzato possibili combinazioni, consideriamo Bper/Bpm e Ubi/Crebal come le più adatte anche perché le entità risultanti avrebbero dimensione di asset simili", aggiunge.

Nei dettagli un matrimonio tra Ubi Banca e Creval genererebbe un valore netto di sinergie a pieno regime pari a circa il 20% della capitalizzazione di mercato combinata, mentre sul fronte dei coefficienti patrimoniali l'unione delle due banche porterebbe ad un Common Equity Tier 1 secondo Basilea 3 stimato per il 2014 al 10,3%.

La fusione sarebbe accrescitiva sull'utile per azione del 20% nel 2015 e del 34% nel 2016.

Nel caso di merger tra Bper e Bpm, operazione già tentata senza successo nel 2006, il livello di sinergie scenderebbe al 15% anche perchè standalone le due banche hanno già avviato azioni di efficienza.

Il CET1 Basilea 3 al 2014 è stimato, includendo la validazione dei modelli interni, al 9% che salirebbe al 10% se si tolgono i filtri prudenziali attualmente in capo a Bpm.

La crescite dell'utile per azione è del 30% circa nel 2015 e del 34% nel 2016.

Mediobanca ha inoltre simuluato una mega-fusione tra questi quattro istituti. Un'operazione del genere sarebbe accrescitiva del 45% in termini di eps, con un CET 1 su un livello "confortevole" tra il 9,6% e 11%.

Il broker ha confernato il rating outperform su Ubi Banca e Bpm di cui ha alzato il target price a 5,90 da 5,50 euro e a 0,55 da 0,53, rispettivamente.

Mantiene, invece, un rating neutral su Bper e Creval di cui ha rispettivamente alzato il target price a 7,5 da 7 euro, e confermato a 1,40 euro.

Secondo Mediobanca "Ubi rimane l'opzione 'risk-off' sui fondamentali e con ogni probabilità la più attiva nell'M&A", mentre "Bpm è l'alternativa 'risk-on', più esposta a un recupero macro ma troppo dipendente dalla convalida dei modelli IRBA e sulla rimozione della penalizzazione sugli Rwa".

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