31 gennaio 2014 / 15:50 / 4 anni fa

PUNTO 1-Mercati emergenti, tensione si estende a Polonia e Ungheria

(Aggiunge dettagli)

LONDRA, 31 gennaio (Reuters) - Nuova ondata di turbolenze sui mercati emergenti, dove si segnala un ulteriore calo del rublo, e un rialzo generalizzato dei rendimenti dei titoli di Stato nonostante gli sforzi delle banche centrali di tamponare l'emorragia.

Le tensioni, innescate dai timori legati alle prospettive di una politica monetaria statunitense più restrittiva e dal rallentamento dell'economia cinese, sembrano allargarsi in misura crescente ai Paesi dell'Europa centro orientale come Polonia e Ungheria, che avevano invece finora mostrato una buona tenuta.

Varsavia ha deciso di posticipare la diffusione del calendario dell'offerta mensile di titoli di Stato a causa della volatilità del mercato, all'indomani della decisione dell'Ungheria di ridurre significativamente l'offerta di titoli a brevissimo dopo un balzo dei rendimenti.

"Siamo in un circolo vizioso fatto di valute deboli, tassi d'interesse pià alti, crescita fiacca e deflussi di capitali", spiega David Hauner responsabile reddito fisso per l'area Eemea di Bank of America Merril Lynch.

----------------------------------------------------------- - Per un'infografica sul sell off delle divise emergenti clic su here

- Per un grafico sulla performance dell'indice Msci nel 2014 clic su link.reuters.com/weh36s - Per un grafico dell'indice Msci dei Paesi europei emergenti clic nel 2014 clic su link.reuters.com/jun28s

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EUROPA CENTRO ORIENTALE E RUSSIA SOTTO I RIFLETTORI

In tale contesto si fa più intensa la pressione perché le banche centrali emergenti si adoperino a difesa dalla propria valuta.

Ultima banca centrale in ordine di tempo a intervenire, anche se solo verbalmente, è stata la Banca centrale messicana, che confermando il costo del denaro al 3,5% come da attese, ha alzato i toni anti-inflattivi. La valuta messica, che nei giorni scorsi ha toccato il minimo da 18 mesi sul dollaro, resta debole .

Si sono limitate alle rassicurazioni verabli anche l'Ungheria e la Russia, mentre le autorità monetarie centrali di India, Turchia e Sudafrica hanno varato mosse restrittive sui tassi.

Ma il fiorino ungherese continua a oscillare nei pressi del minimo da due anni nei confronti dell'euro e intorno alle 16 cede cede l'1% sulla valuta unica, che avanza a 312 fiorini .

Nella vicina Polonia, i rendimenti del decennale hanno toccato i massimi da 4 mesi e mezzo, salendo di 10 punti base, dopo l'annuncio del governo dello slittamento nella pubblicazione del calendario di offerta mensile.

Sotto i riflettori resta anche il rublo, il cui breve rally, iniziato ieri dopo l'impegno ad interventi illimitati da parte della banca centrale nel caso la valuta dovesse deviare dalla sua banda di oscillazione, si è già esaurito. La divisa russa cede infatti 0,96% sul dollaro, che sale a quota 35,25 rubli.

In calo anche la lira turca e il rand sudafricano , che cedono rispettivamente 0,1% e circa un punto percentuale sul biglietto verde.

Sul fronte dell'azionario, l'indice Msci dei mercati emergenti è appena sopra il minimo da quattro mese e mezzo toccato nel corso di questa settimana ed è impostato ad archiviare gennaio con il calo mensile più marcato dalla metà del 2012.

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