January 30, 2014 / 11:40 AM / 3 years ago

Mercati emergenti, banche centrali non allentano pressione su asset

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LONDRA, 30 gennaio (Reuters) - Gli sforzi compiuti dalle banche centrali per riportare la calma sui mercati emergenti sembrano soddisfano a pieno gli investitori, che tengono sotto pressione i mercati azionari, obbligazionari e le valute nazionali.

Cresce, dunque, la pressione affinchè altri Paesi alzino i tassi d'interesse per cercare di bloccare un deflusso di capitali ancora più grande di quello registrato negli utlimi giorni.

I timori rispetto alla tenuta di alcune economie emergenti si sono intensificati dopo la mossa di ieri della Federal Reserve, che ha nuovamente ridotto l'importo dello stimolo monetario, e il rallentamento dell'attività manifatturiera cinese, che ha segnato un minimo da sei mesi a gennaio, secondo i dati resi noti oggi.

L'indice Msci < .MSCIEF> delle piazze azionarie emergenti ha toccato un nuovo minimo storico e intorno alle 12,30 cede oltre lo 0,5%.

L'ampia stretta monetaria varata in Turchia, unita all'analoga mossa, meno aggressiva, in Sudafrica, e al rialzo a sorpresa dei tassi da parte della Banca centrale indiana all'inizio della settimana non sono riusciti ad arrestare il sell-off che sta colpendo gli asset dei paesi emergenti, le cui economie sono particolarmente dipendenti dagli investimenti esteri.

La lira turca cede intorno un punto percentuale sul dollaro e si tiene poco lontano dai minimi storici segnati all'inizio della settimana. In calo dello 0,76 anche l'azionario turco.

Sotto pressione anche il rand sudafricano, che ignora il rialzo a sorpresa del costo del denaro(+ 50 punti base) varato ieri dalla Banca centrale, e tocca il nuovo minimo storico sul biglietto verde a quota 11,38 per dollaro.

Sorvegliati speciali dei mercati sono adesso gli istituti centrali di Russia e Messico, da cui ci si aspettano misure per contenere l'inflazione e supportare le rispettive valute.

L'inflazione messicana è risultata questo mese ben superiore il limite della banca centrale, che ha già detto di stare valutando le misure per riequilibrarla. Il peso messicano ha toccato il minimo da 18 mesi sul dollaro la settimana scorsa.

Il rublo russo ha toccato un minimo storico sull'euro a quota 48,21 oggi ed è scivolato ai minimi dal 2009 sul dollaro .

"Il problema sta nel fatto che la scelta delle principali banche centrali emergenti di restringere la politica monetaria per difendere le loro valute, ma hanno fallito miseramente", commenta Abbas Ameli Renani, strategist di Rbs.

"In generale, le banche centrali sono state costrette dalla piega degli eventi, e ora hanno le spalle al muro", aggiunge.

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