PUNTO 2-Processo Mps, tutti sapevano collegamento Alexandria e Btp-Vigni

mercoledì 29 gennaio 2014 18:44
 

(Aggiunge riferimenti a ispezione Bankitalia 2011 su liquidità)

SIENA, 29 gennaio (Reuters) - L'ex direttore generale della Banca Mps Antonio Vigni ha detto che l'operazione di ristrutturazione del derivato Alexandria e il relativo collegamento con la posizione in Btp erano noti a tutte le strutture della banca, mentre l'ex presidente Giuseppe Mussari ha escluso di aver avuto interesse a nascondere questa operazione.

Rispondendo al pm durante l'udienza del processo che lo vede imputato per ostacolo all'attività di vigilanza, Vigni ha detto che "il mandate è una lettera di intenti che non lega niente. Il collegamento" fra la ristrutturazione di Alexandria e l'operazione Btp 2034 "non c'era bisogno di averlo dai contratti".

Secondo l'ex direttore generale di Mps, "l'operazione è nata con questo collegamento, così mi è stata spiegata fin dall'inizio e tutti lo sapevano, tutte le funzioni lo sapevano" dice chiarendo che anche l'altra operazione che poi è stata oggetto di restatement da parte della banca per ricalcolarne gli effetti patrimoniali e contabili, cioè Santorini fatta con Deutsche bank, aveva quella struttura.

"Sul tema del collegamento, al sottoscritto non sono mai stati fatti presenti elementi di scorrettezza o illegalità. Non è andata così", ha detto Vigni rispondendo al pm.

Sempre nell'aula del tribunale di Siena, l'ex presidente Giuseppe Mussari ha detto, rispondendo a una domanda del suo difensore, di non aver avuto "nessun interesse a nascondere Alexandria, non ho mai avuto interesse a nascondere questo né nient'altro".

"Il primo che mi parlò di Alexandria fu Vigni, nei termini in cui ne ha parlato oggi al tribunale", ha aggiunto Mussari ricordando il contesto - gli anni 2008-2009 - in cui avvenne la ristrutturazione del prodotto come in un clima di "psicosi collettiva per cui tutto quello che proveniva dagli Usa sembrava tossico".

"Nessuno mi ha parlato del mandate agreement e nessuno qui ha detto che mi ha parlato del mandate o mi ha mandato il mandate. Non c'è niente in natura, un documento, una mail, una telefonata, un uccellino, che dimostri che io conoscevo il mandate. Non sapevo della consistenza dei tre miliardi, all'epoca non conoscevo il valore dell'operazione. La conference call non dava via libera alla transazione, non c'era una cifra", ha detto Mussari.

L'ex dg di Mps, a sua volta, descrive l'operazione, che è entrata tra quelle contestate dall'inchiesta della Procura di Siena, "come un'operazione complicata, che il capo della finanza mi presentava seguendo lui le questioni tecniche, ma normale".   Continua...