Processo Mps, tutti sapevano collegamento Alexandria e Btp- Vigni

mercoledì 29 gennaio 2014 11:49
 

SIENA, 29 gennaio (Reuters) - L'ex direttore generale della banca Mps Antonio Vigni ha detto che l'operazione di ristrutturazione del derivato Alexandria e il relativo collegamento con la posizione in Btp erano noti a tutte le strutture della banca.

Rispondendo al pm durante l'udienza del processo che lo vede imputato per ostacolo all'attività di vigilanza, Vigni ha detto che "il mandate è una lettera di intenti che non lega niente. Il collegamento" fra la ristrutturazione di Alexandria e l'operazione Btp 2034 "non c'era bisogno di averlo dai contratti".

Secondo l'ex direttore generale di Mps "l'operazione è nata con questo collegamento, così mi è stata spiegata fin dall'inizio e tutti lo sapevano, tutte le funzioni lo sapevano" dice chiarendo che anche l'altra operazione che poi è stata oggetto di restatement da parte della banca per ricalcolarne gli effetti patrimoniali e contabili, cioè Santorini fatta con Deutsche bank, aveva quella struttura.

"Sul tema del collegamento, al sottoscritto non sono mai stati fatti presenti elementi di scorrettezza o illegalità. Non è andata così", ha detto Vigni rispondendo al pm.

L'ex dg di Mps descrive l'operazione, che è entrata tra quelle contestate dall'inchiesta della Procura di Siena, "come un'operazione complicata, che il capo della finanza mi presentava seguendo lui le questioni tecniche, ma normale".

Il capo della finanza a cui si riferisce Vigni è Gian Luca Baldassarri, anche egli imputato che qualche giorno fa in Tribunale ha pure sottolineato l'irrilevanza del mandate agreement e il fatto che la vigilanza di Bankitalia non aveva chiesto a lui conto di quel documento.

Vigni nel corso dell'udienza ha anche ricordato che l'allora Cfo Marco Morelli si era opposto all'operazione di ristrutturazione e aveva chiesto una ispezione sull'area finanza che poi fu fatta.

L'ex dg di Monte dei Paschi ha anche escluso che potesse esserci un collegamento tra la ristrutturazione di Alexandria, servita per l'accusa a occultare perdite, e la remunerazione della cedole sul titolo Fresh, uno strumento tra quelli utilizzati allora da Mps per pagare l'acquisto di Antonveneta che, secondo l'accusa, era in realtà uno strumento di debito e non di capitale come invece dichiarato alla Banca d'Italia.

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