28 gennaio 2014 / 12:22 / tra 4 anni

PUNTO 3-Electrolux, domani alle 15 incontro al ministero

(Aggiunge Giovannini)

ROMA, 28 gennaio (Reuters) - I sindacati metalmeccanici impegnati nella vertenza Electrolux saranno ricevuti domani alle 15 al ministero dello Sviluppo economico per un confronto con il governo, dopo la rottura delle trattative arrivata ieri a seguito della presentazione del piano da parte del gruppo di elettrodomestici svedese, che prevede un drastico taglio del costo del lavoro.

All‘incontro saranno presenti il ministro Flavio Zanonato, un rappresentante della presidenza del Consiglio, l‘amministratore delegato di Electrolux Italia e responsabile di tutti i siti europei della multinazionale Ernesto Ferrario, i presidenti delle quattro Regioni interessate al futuro degli stabilimenti italiani del Gruppo svedese (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna) e le organizzazioni sindacali.

“Il governo ci aiuti a respingere il piano industriale di Electrolux fatto di esuberi, chiusure e tagli di stipendio potenzialmente fino al 40%”, si legge nella nota dei sindacati.

Electrolux, che impiega 4.000 persone negli stabilimenti italiani, ha annunciato ieri un taglio per l‘Italia pari a circa il 12-14% del costo del lavoro subito e di un ulteriore 3% nei prossimi tre anni, secondo quanto riferito dai sindacati.

Ieri sera l‘azienda ha diramato una nota per precisare che la proposta è una riduzione di 3 euro del costo dell‘ora lavorata per una riduzione dell‘8% pari a meno di 130 euro al mese.

Per far fronte alla crescente concorrenza dei paesi dell‘Est europeo, Electrolux ha inoltre avanzato l‘ipotesi di raffreddare l‘effetto inflattivo del costo del lavoro attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto e degli scatti di anzianità.

Il sindacato teme una crescita degli esuberi in tutti gli stabilimenti italiani e chiede al governo di intervenire per ridurre il costo del lavoro.

“La proposta che ci ha illustrato ieri l‘azienda è irricevibile perché a fronte di un sacrificio richiesto ai lavoratori non prospetta il mantenimento dei livelli occupazionali”, ha detto stamane Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, a Rainews24.

“Electrolux è già al quinto anno consecutivo di riduzione di personale con 1.500 esuberi finora determinati, con 500 di questi tuttora non ricollocati. Quello di ieri è un ulteriore capitolo caratterizzato proprio da un piano rinunciatario e senza prospettive”.

Palombella chiede un intervento del presidente del Consiglio Enrico Letta sul fronte fiscale.

“Giocando solo sul costo del lavoro gli addetti in Italia dovrebbero lavorare gratis per poter competere con quelli nell‘Est europeo come i polacchi, per esempio. Occorre intervenire dal punto di vista fiscale, invece, abbassando l‘imposizione su lavoratori ed imprese”.

Intervistato da Rainews 24, Zanonato ha assicurato che lo stabilimento di Porcia non sarà chiuso e che il governo ha alcuni strumenti per aiutare l‘azienda non in violazione delle norme europee.

“Dobbiamo trovare il modo per rendere i prodotti competitivi sui mercati internazionali. Abbiamo gli strumenti per dare una mano a questa azienda”, ha detto Zanonato senza andare oltre.

Sulla questione è intervenuto oggi anche Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista.

“Il taglio degli stipendi determinerebbe un ulteriore aggravamento della crisi economica che in Italia è frutto per intero del crollo del mercato interno”, dice Ferrero in una nota.

“E’ del tutto evidente che se passasse all‘Electrolux, il taglio degli stipendi sarebbe poi generalizzato. Per questo l‘unica strada è quella della lotta dura, di tutti i lavoratori, per smuovere azienda e governo, obbligando quest‘ultimo a fare un piano pubblico sul settore degli elettrodomestici. Occorre tagliare i profitti, non gli stipendi”.

Commentando la situazione Electrolux, il ministero del Welfare Enrico Giovannini ha detto che “è estremamente importante e difficile”.

“Il ministero del Lavoro è da sempre di sostegno per assicurare il superamento delle difficoltà e assicurare posti di lavoro che sono importanti non solo per le persone ma anche per il capitale umano di cui questo Paese dispone”, ha detto Giovannini a margine di un convegno a Milano.

(Francesca Piscioneri)

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