PUNTO 2-Electrolux vuole taglio salari 12-14%. Sindacati: irricevibile

lunedì 27 gennaio 2014 18:19
 

(Aggiunge dichiarazione Fiom)

ROMA, 27 gennaio (Reuters) - Electrolux, gruppo svedese produttore di elettrodomestici, ha annunciato oggi ai sindacati un piano che prevede, per l'Italia, un taglio pari a circa il 12-14% del costo del lavoro subito e di un ulteriore 3% nei prossimi tre anni.

Lo riferiscono i sindacati a margine dell'incontro con l'azienda, che si è tenuto oggi a Mestre, valutando "irricevibile" la proposta.

Electrolux, spiega una fonte mentre l'incontro era ancora in corso, adombra anche un'eventuale possibile riduzione generalizzata dell'orario di lavoro "senza ammortizzatori sociali che, ove realizzata porterebbe ad un taglio di un ulteriore 25% dello stipendio".

Il rischio per il sindacato è di una crescita degli esuberi in tutti gli stabilimenti italiani: 182 a Solaro, a Forlì 160, a Susegana 331.

"Porcia (Pordenone) sarebbe addirittura a rischio chiusura, anche se la decisione definitiva sarà presa in aprile", riferisce il sindacalista.

Per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, "Electrolux ha presentato un piano che è sostanzialmente irricevibile ed impedisce alla parte sindacale di proseguire il confronto con l'azienda".

"Le proposte di riorganizzazione ascoltate oggi a Mestre inducono il Paese a rischiare tale disastro se il governo non riesce ad avanzare un piano organico di azioni mirate per tutelare il settore manifatturiero. Per quanto ci riguarda questo è il tempo della lotta dura e ad oltranza. Il governo, se c'è, almeno si faccia sentire", ha aggiunto.

Michele Spera della Fiom spiega che il giudizio del sindacato è di unanime opposizione al piano che prevede "un taglio del salario intorno al 14% rispetto alla attuale media di 1.300/1.400 euro al mese derivante dalla cancellazione dei premi produzione già contrattati e dal congelamento degli scatti di anzianità e di quelli previsti dal contratto". Secondo il sindacalista, "se a questo si aggiunge l'aumento dei ritmi di lavoro una volta terminati i contratti di solidarietà e la riduzione delle pause, il risultato è di ulteriori esuberi".   Continua...