Imco-Sinergia, al via interrogatori su richiesta interdizione per bancarotta preferenziale

venerdì 24 gennaio 2014 18:51
 

MILANO, 24 gennaio (Reuters) - Il gip di Milano Roberto Arnaldi ha fissato al prossimo 6 febbraio gli interrogatori di 12 fra consiglieri d'amministrazione e sindaci di Imco e Sinergia per decidere se accogliere o respingere la richiesta della loro interdizione per due mesi dalle cariche societarie, avanzata dal pm Luigi Orsi con l'ipotesi d'accusa di bancarotta preferenziale in relazione al fallimento delle due holding a monte delle società quotate del gruppo Ligresti.

Lo riferiscono fonti legali, aggiungendo che difficilmente già il 6 febbraio il giudice potrà emettere la sua decisione.

La misura cautelare, avanzata dalla procura il 18 dicembre scorso e di cui ha dato notizia il Corriere della Sera ieri, è relativa a quella tranche delle inchieste condotte dal pm Orsi sul gruppo Ligresti, in cui l'accusa ritiene che l'operazione di ristrutturazione del debito di Sinergia, il 5 agosto 2010, non fu nient'altro che un trasferimento dei 108,5 milioni di euro di debito bancario su Imco nell'esclusivo interesse degli istituti di credito, in primo luogo Unicredit, e poi GE Capital.

Nelle 42 pagine del provvedimento, letto da Reuters, l'asset qualificante posto a salvaguardia delle banche è l'ormai famigerata, e preziosa, area del Cerba (il futuro possibile polo medico scientifico a Milano sud), "in pancia" a Imco che, affossata dai debiti di Sinergia, fallisce come la società sorella ma dà in pegno ipotecario questo cespite a Unicredit.

"Nel 2010 il debito di Sinergia viene assunto da Imco che si indebita con le medesime banche creditrici della controllante e gira gran parte del ricevuto alla controllante che con questi mezzi rimborsa il suo debito, si legge nella sintesi dell'operazione riportata sull'atto. La ragione per la quale il debito viene spostato dalla controllante Sinergia alla controllata Imco risiede nel fatto che quest'ultima possiede un cespite - l'area denominata Cerba - che risulta suscettibile di sviluppo commerciale e che viene dato in garanzia ipotecaria ai creditori bancari. Per consentire a Sinergia di fruire dell'indebitamento di Imco e disporre così dei mezzi per sdebitarsi, Imco viene indotta ad acquistare da Sinergia le quote della Tenuta Cesarina srl, proprietaria di un cespite immobiliare che non è commercialmente sfruttabile trattandosi di un parco con una destinazionazione agricola provatamente non redditizia".

L'operazione viene descritta con minuzia dai consulenti del pm il quale, a corredo di questa ricostruzione, inserisce nell'atto anche due mail del 4 novembre 2009 e dell'8 aprile 2010 da parte di Salvatore Rubino (presidente del cda di Imco e direttore generale Sinergia, indagato) a, rispettivamente, Giovanni Matteo Ferro Luzzi (all'epoca in GE Capital) e a Piergiorgio Peluso (all'epoca a capo di Unicredit Corporate Banking e figlio del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, finita nei mesi scorsi al centro delle polemiche in relazione alla famiglia Ligresti). Nessuno di questi ultimi due risulta indagato.

Negli allegati delle due mail, in particolare in quello della seconda, si legge nell'atto, "vengono esplicitate le motivazioni... e il disegno volto al trasferimento del debito e degli asset".

Oltre alle consulenze e alle mail, il pm allega la testimonianza di Luciano Betti, commercialista e amministratore di varie società del gruppo Imco che il 27 novembre 2012 ha messo a verbale che "il ceto creditorio bancario del gruppo Sinergia... vedeva in Unicredit l'interlocutore principale. Va ricordato quali fossero allora i rapporti fra Salvatore Ligresti e l'AD di Unicredit Alessandro Profumo. ... Questa operazione di ristrutturazione è stata negoziata da Rubino, per parte del gruppo Ligresti, e dai dirigenti Peluso e Perco per parte di Unicredit... Il senso ultimo di questa operazione è stato quello di spostare il debito bancario da Sinergia al piano inferiore, su Imco... che ha messo a disposizione l'immobile 'area Cerba' sul quale la banca ha ricevuto garanzie ipotecarie".

Unicredit non ha commentato.   Continua...