Borsa milano chiude pesante su timori America latina, corsa a prese di beneficio

venerdì 24 gennaio 2014 17:47
 

MILANO, 24 gennaio (Reuters) - Venerdì pesante a Piazza Affari, e più in generale su tutti i mercati europei, penalizzati dalle tensioni sui paesi emergenti, in un momento in cui i dati macro non offrono supporto per un proseguimento del rally.

"Risente del caos sulle valute emergenti", spiega un trader. Secondo un altro, "si punta a realizzare dopo i recenti rialzi, ma non credo si tratti di un'inversione di tendenza".

Ieri il peso argentino ha registrato un ribasso dell'11%, il maggiore calo giornaliero dalla crisi del 2002, e anche oggi è in ribasso dell'1%, mentre la lira turca oggi ha toccato minimi record. La discesa ha poi contagiato altre valute sudamericane e asiatiche, con riflessi anche sugli altri mercati. Le tensioni si riflettono anche sullo spread tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e tedeschi arrivato a quota a 224 punti.

L'indice FTSE Mib cede il 2,3%, l'Allshare il 2%. In Europa l'indice FTSEurofirst 300 arretra del 2,44%. Volumi sostenuti, pari a oltre 3,5 miliardi di euro.

Vendite copiose su tutto il listino con qualche eccezione.

TELECOM ITALIA lascia sul terreno il 4,73%. Un gestore cita "le preoccupazioni per le svalutazioni in America Latina sulla scia di Venezuela e Argentina", ma anche le indiscrezioni, riportate dal Giornale, della contrarietà dell'AD alla vendita di Tim Brasil. Un analista sottolinea che "si ragiona sull'ipotesi aumento di capitale dopo che la stampa è tornata sul fatto che Patuano non vuole vendere il Brasile.

In forte calo anche FIAT (-3,41%) e PIRELLI (-1,05%), in sintonia con il settore a livello europeo .

Soffrono anche i cementieri: BUZZI cede il 2,6%, ITALCEMENTI perde il 4,94%.

Pesante ENI con un ribasso del 2,76%. Il titolo è stato declassato da Nataxis a "neutral" da "buy".   Continua...