PUNTO 1-Risanamento accetta offerta Chelsfield su Parigi, titolo vola

venerdì 24 gennaio 2014 15:41
 

(Aggiunge background, dichiarazioni fonti)

MILANO, 24 gennaio (Reuters) - Dopo un lungo Cda che dalle 17 di ieri di è protratto fino a tarda sera, Risanamento ha deciso di accettare la proposta per gli immobili francesi avanzata da Chelsfield/The Olayan Group chiudendo, forse definitivamente, la porta alle ambizioni di Luigi Zunino.

Il titolo festeggia la liquidità in arrivo e l'abbattimento del pesante debito del gruppo immobiliare e intorno alle 15,30, in un mercato debole, sale del 4,7% con volumi dieci volte superiori alla media di un'intera seduta. In mattinata si era spinto fino a +8,3%.

Il prezzo per i nove immobili parigini situati nel pieno centro della città, dice una nota, è di 1,225 miliardi al netto delle tasse relative al trasferimento. Al closing dell'operazione, dopo una due diligence che l'acquirente dovrà svolgere entro il mese di febbraio, Risanamento incasserà, al netto del rimborso del debito relativo agli immobili, oltre 230 milioni, con una plusvalenza civilistica di oltre 100 milioni e consolidata di oltre 280 milioni di euro.

Il Cda, che si è riaggiornato ieri dopo una prima discussione sulla questione il 17 gennaio, ha così respinto l'offerta di Tom Barrack che prevedeva l'acquisto scaglionato degli immobili francesi e lasciava aperta la strada a un nuovo approccio dell'ex proprietario Luigi Zunino, intenzionato a riprendersi Parigi e a lanciare un'Opa sull'intera società (ma senza l'area di Milano Santa Giulia, ancora in gran parte sotto sequestro). Secondo indiscrezioni stampa, ieri Barrack aveva modificato la sua proposta offrendosi di affiancare l'Opa di Zunino, ancora sotto inchiesta per reati ambientali.

"La vendita del patrimonio francese fa sostanzialmente cadere l'offerta di Zunino, perchè viene meno l'oggetto", commenta una fonte vicina alla situazione.

"La delibera è passata a maggioranza", dice una seconda fonte confermando la spaccatura del Cda, dove siedono le principali banche creditrici (non tutte sulla stessa posizione) e i rappresentanti del Sistema Holding in liquidazione, làscito delle quote in mano a Zunino prima dell'accordo di ristrutturazione ex 182 bis che nel 2009 salvò per un pelo la società dal fallimento chiesto dalla procura di Milano. Allora Risanamento aveva 3 miliardi di debiti. Salvata dalle banche creditrici che sono diventate azioniste di riferimento del gruppo immettendo liquidità e convertendo parte del debito in azioni, la società si trovava lo scorso 30 settembre con un indebitamento finanziario di 1,8 miliardi e un urgente bisogno di liquidità.

Venduta l'ex area Falck di Sesto San Giovanni, a Risanamento resta ora da chiudere solo la partita su Santa Giulia, per la quale c'è un'offerta vincolante di Idea Fimit che punta a gestire un fondo immobiliare per sviluppare l'area a sud di Milano di cui le banche restrebbero azioniste.

"Risanamento è ora in una posizione più solida, credo che possa guardare anche alla vicenda di Santa Giulia, che resta piuttosto complessa, con maggiore serenità" aggiunge un'altra fonte. "Credo che su uno degli obiettivi principali, cioè il rientro del credito bancario, si sia fatto un passo molto importante con il Cda di ieri", prosegue la fonte spiegando che così per gli istituti "sembra venir meno il rischio di dover esercitare il bond convertendo" da circa 270 milioni in scadenza a fine anno.   Continua...